Riapertura scuole, obiettivo lezioni in presenza il 26 aprile: tra aumento contagi, problema trasporti e classi pollaio

Stampa

Da Viale Trastevere, negli ultimi giorni, sembra ci sia stata un’accelerazione per quanto concerne la riapertura delle scuole prevista dal Governo a partire dal 26 aprile: il rientro in classe è senza dubbio uno dei temi portanti che riguardano le aperture che il governo sta provando ad adottare in tutto il Paese. Tuttavia, anche questo, ennesimo rientro in classe, appare piuttosto complicato e non lascia tranquilli tutti.

Il ritorno a scuola in presenza in zona gialla e arancione al 100% per tutti e alle superiori al 50% in zona rossa, fa parte del “rischio ragionato, non folle” secondo il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha definito l’istruzione “architrave della nostra società“.

Rimane sempre il dubbio: la scuola è sicura? Secondo una statistica riportata dal quotidiano Il Tempo, in coincidenza della riapertura scuole i contagi fra la popolazione in età scolare sarebbe più alta di altre fasce d’età. Secondo il quotidiano Il Tempo, infatti, nelle prime due settimane di aprile, in base ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, i contagi nella fascia 0-3 anni sono cresciuti del 10,18%, la percentuale più alta, seppur in numeri assoluti ‘piccoli’. Nella popolazione tra i 3-5 anni i nuovi positivi sono aumentati dell’8,79%, mentre tra i 6-10 anni del 7,92 e tra gli 11-13 del 7,35. Incremento lievemente superiore nella fascia 14-19, con un aumento percentuale del 7,47 per cento.

Il ritorno in classe sembra aver mantenuto ad ogni modo dei problemi già precedenti, come i trasporti e il sovraffollamento delle aule: il primo punto in effetti è molto delicato e riguarda proprio nello specifico le scuole secondarie di secondo grado. “Qualsiasi programma di riapertura deve prevede un miglioramento dei trasporti pubblici locali”, ha detto il Ministro che ha spiegato: “la competenza è dei Comuni e delle Regioni ma ciononostante oggi pomeriggio ho convocato i presidenti della Conferenza regionale, delle Province e dei Comuni per discutere di come organizzare i trasporti sicuri“.

Sul secondo tema, quello del distanziamento delle aule, il presidente dell’ANP Giannelli è categorico: “La scuola è un luogo naturale di assembramento. Se si torna al 100% in molte aule non sarà possibile rispettare il metro di distanziamento. In questo caso la scuola si vedrà costretta a ridurre la presenza dei ragazzi e alternarla alla dad, facendo rotazioni. Bisogna valutare questo rischio”.

Nella mattinata del 19 aprile le organizzazioni sindacali e l’amministrazione tratteranno il tema della riapertura scuole e dell’aggiornamento del protocollo di sicurezza, anche per quanto riguarda l’Esame di Stato. Si tratta di un incontro arrivato in seguito alla richiesta dei sindacati per aggiornare proprio il protocollo di sicurezza.

Riapertura scuole ed esami di Stato: sindacati al Ministero domani 19 aprile per il protocollo di sicurezza

Un segnale di grande sensibilità“, dice Maddalena Gissi, segretaria Cisl Scuola, che spera “di avere indicazioni certe sul tracciamento e sull’uso delle mascherine FFP2 come indicato dagli scienziati“. In ogni caso, l’esito della riunione sarà condiviso con Il Cts che si esprimerà su questi temi. 

E in settimana, ha annunciato la ministra Mariastella Gelmini, ci sarà un tavolo con i colleghi delle Infrastrutture, dell’Istruzione e i presidenti delle Regioni dove si affronteranno “i temi della logistica“, a cominciare da quello cruciale dei trasporti. “Ci vorrà il tracciamento per individuare in tempo eventuali contagi a scuola, ma il ritorno in classe almeno per un mese è un fatto doveroso“, ha ribadito Gelmini.

Sulle scuole c’è un limite fisico, perlomeno per quanto riguarda i trasporti, per esempio nell’attesa dell’autobus e poi sui mezzi stessi. Servono anni non mesi per ordinare nuovi mezzi. E’ chiaro che bisognerà organizzare anche questo”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

Bisogna ricordare che le scuole, grazie al decreto Sostegni, hanno ricevuto 150 milioni da spendere anche per la sicurezza, come l’acquisto di mascherine, obbligatorie dai 6 anni in su, impianti si areazione, prodotti di igiene degli ambienti, termoscanner, tamponi.

 

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur