Riapertura scuole, senza tracciamento e lo stop al vaccino per docenti e Ata è ancora valido il piano “tutti in classe entro la fine dell’anno scolastico”?

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Da oggi, con il passaggio in zona arancione di altre regioni, gli studenti in classe saranno complessivamente circa 6,6 milioni. Numero che, nelle intenzioni del Governo dovrebbe crescere fino ad arrivare all’obiettivo “tutti in presenza” l’ultimo mese di scuola. Ma il “piano Draghi” non sembra facilmente percorribile e sufficientemente sicuro: ancora ad oggi manca il progetto organico per la sicurezza delle scuole, specialmente non c’è traccia di tamponi e attività di screening, anche a campione, per la popolazione studentesca. Ma non solo: l’ultima ordinanza del commissario straordinario Figliuolo prevede lo stop alla vaccinazione per il personale scolastico che non ha ancora ricevuto la prima dose, anche se già prenotati, con il risultato che oltre un milione fra docenti e personale Ata torneranno in classe senza protezione vaccinale, nemmeno la prima dose.

Che fine ha fatto il piano Miozzo?

Lo scorso mese Agostino Miozzo ha lasciato l’incarico di coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico per approdare al Ministero dell’Istruzione, in qualità di consigliere di Patrizio Bianchi.

Non mi è mai passata per l’anticamera del cervello l’idea di far fare otto milioni di test tutti i lunedì mattina perché è surreale e improbabile”, ha spiegato a ‘Radio Anch’Io’ alcune settimane fa. “Il cosiddetto ‘piano Miozzo’ significa semplicemente studiare delle ipotesi, l’obiettivo è quello che ha rappresentato il presidente Draghi, cioè quello di cercare di riaprire – ha sottolineato – Poi se si può riaprire, campionando in zone particolarmente a rischio, questo si tratta di studiarlo. Il commissario Figliuolo è assolutamente disponibile a studiare ipotesi che vadano in questo senso, certamente non siamo matti abbastanza per immaginare una cosa del genere, pensi che ‘Lancet’ propone due test a settimana’’.

Riapertura scuole, da oggi in presenza 6,6 milioni di studenti. La situazione in ogni regione

Di questo piano al momento non se ne avuto più notizie. Sappiamo che 150 milioni dal decreto sostegni prevedono infatti la spesa di “per l’acquisto di ulteriori dispositivi di protezione e materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, per la predisposizione di presidi medico – sanitari di supporto all’attività di somministrazione di test diagnostici alla popolazione scolastica e all’espletamento del contact tracing per il più efficace e tempestivo raccordo con i Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali”. 

Screening non obbligatorio

A proposito di tamponi e screening, il Ministero ha chiarito che l’attuale quadro legislativo nazionale non prevede la possibilità di subordinare la fruizione in presenza dei servizi scolastici all’effettuazione obbligatoria di screening diagnostici.

Quindi si tornerà in classe un po’ alla cieca, anche se la curva epidemiologica si sta abbassando e questo senza dubbio può far ben sperare.

Stop ai vaccini per docenti e Ata

Resta il fatto però che appare piuttosto controversa la scelta di puntare su ritorno in classe in assenza di indicazioni chiare e senza strumenti certi di monitoraggio e di tracciamento, come lamentano i dirigenti scolastici. E ci sarà nelle prossime settimane l’aggravante della vaccinazione di insegnanti e Ata, bloccati dalla nuova ordinanza del commissario straordinario: si tratta per il mondo della scuola di un rinvio di qualche settimana, che dipenderà da Regione a Regione. Ma trovandoci già a metà aprile, se dovessero ripartire in tempi brevi le vaccinazioni, saremo già arrivati agli ultimi giorni di anno scolastico.

Un problema sottolineato anche da Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova: riaprendo le scuole “senza avere vaccinato come ha fatto il Regno Unito, ci prendiamo un grande rischio”, perché “dove si è riaperta la scuola, immediatamente c’è stato un impatto sulla trasmissione del virus”. Per il virologo, nella riapertura delle scuole avremmo dovuto seguire l’esempio dell’Inghilterra “che per 4-5 mesi ha sì chiuso, ma ha vaccinato moltissime persone. Vaccinando molto, molto di più di quanto è stato fatto in Italia, allora potevi permetterti di ricominciare le lezioni”.

Il piano del governo andrà avanti lo stesso?

Adesso bisogna capire cosa accadrà: il Governo tirerà avanti e farà concludere le lezioni in presenza come previsto, nonostante tali lacune di sicurezza? Nei giorni scorsi è stata approvata in Parlamento una mozione che impegna l’esecutivo proprio a riportare tutti in presenza, studenti delle superiori compresi. Gli stessi che, generalmente, utilizzano i mezzi pubblici, che restano l’anello debole della riapertura delle attività, comprese quelle scolastiche.

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