Riapertura scuole, Locatelli (CSS): “Con minor numeri di casi, pochi rischi di chiudere classi o interi plessi”

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”Non pensiamo che si possa riprodurre un’emergenza paragonabile a quella della fase uno anche perché i contagiati vengono diagnosticati precocemente per cui si prevengono le forme gravi”. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio  superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico, in un’intervista al Corriere della Sera, sul possibile aumento di pazienti in terapia intensiva.

”Per valutare l’andamento dell’epidemia dobbiamo avere una visione generale – aggiunge -. Se il numero dei contagiati salisse in modo importante ci sarebbe per forza un carico maggiore per le strutture sanitarie. Essere messi meglio di Francia e Spagna non esclude il timore di una crescita esponenziale della curva nelle prossime due settimane. Ma non siamo alla seconda ondata”.

“Bisogna arrivare a ridosso della ripresa scolastica con il numero di  casi più basso possibile – continua Locatelli -. Meglio saremo messi il 14 settembre, più elevata sarà la probabilità di riprendere le lezioni senza rischi di dover poi chiudere classi o interi plessi. Il Cts ritiene prioritario garantire il distanziamento all’interno degli istituti impiegando le mascherine solo se necessario, in situazioni eccezionali e per brevi periodi. Lo sforzo, soprattutto da parte del ministero dell’Istruzione, dev’essere quello di identificare tutte le soluzioni percorribili in modo da non scaricare le responsabilità sui
presidi”.

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