Ritorno in classe, le date Regione per Regione [ELENCO AGGIORNATO]

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Dal 7 al 9 gennaio le lezioni si svolgeranno, invece, a distanza, con la didattica digitale.

Per le studentesse e gli studenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo (primarie e secondarie di primo grado) la ripresa avverrà, dal 7 gennaio, in presenza.

Fin qui le disposizioni nazionali. Restano ferme le eventuali disposizioni adottate, con ordinanze territoriali, dalle singole Regioni.

Nuovo decreto in Gazzetta Ufficiale, dall’11 al 16 gennaio superiori a scuola almeno al 50%, Dad dal 7 al 9. TESTO

Pagina in aggiornamento

Abruzzo: superiori in classe al 50% dall’11 gennaio

Basilicata: il presidente Vito Bardi ha firmato un’ordinanza che blocca l’attività in presenza per le scuole superiori fino al 30 gennaio.

Bolzano: in Alto Adige, dal 7 gennaio, gli studenti delle scuole superiori torneranno in presenza fino al 75% e con un minimo del 50%. Come è stato sottolineato, il limite del 75% può essere diversamente del modulato dal singolo istituto. Gli ingressi in classe saranno scaglionati.

Calabria: il Tar accoglie il ricorso, gli studenti delle elementari e delle medie rientrano a scuola.

Campania: ritorno graduale, medie e superiori dal 25.

Emilia Romagna: fino al 24 gennaio, rimarranno aperte – in presenza- materne, elementari e medie, mentre alle superiori le lezioni proseguono al 100% con la didattica a distanza.

Friuli Venezia Giulia: il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato un’ordinanza che prevede il rinvio dell’apertura delle scuole superiori successivamente al 31 gennaio.

Lazio: superiori in Dad fino al 18 gennaio. FAQ

Liguria: “Per non peggiorare una situazione ancora instabile sulla diffusione del Covid-19, uniformandoci alle Regioni vicine, abbiamo deciso che da lunedì 11, e per una settimana, gli studenti delle scuole superiori non rientreranno in aula e proseguiranno con la didattica a distanza”, lo ha annunciato il governatore Toti.

Lombardia: dal 7 gennaio rientrano a scuola infanzia e primo ciclo. In vigore l’Ordinanza regionale n. 676 dell’8 gennaio che prevede dall’11 al 24 gennaio 2021 il ricorso alla didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado (IeFP).

Marche: la Regione ha deciso di tenere in Dad al 100% le scuole superiori fino al 31 gennaio.

Molise: stop alle lezioni in presenza fino al 17 gennaio per le scuole primarie e secondarie di primo grado. In Dad fino al 17 gennaio anche le superiori.

Piemonte: rientro a scuola il 7  gennaio per elementari e medie mentre per le scuole superiori  didattica a distanza al 100% fino al 16 gennaio. Pubblicata l’ordinanza.

Puglia: le scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, saranno in Ddi, Didattica digitale integrata, sino a venerdì 15 gennaio 2021. Il governatore Emiliano ha chiarito l’ordinanza: dal 7 nessuno è obbligato ad andare a scuola, in presenza solo su richiesta.

Sardegna: Solinas firma ordinanza, si torna in classe l’1 febbraio. Anche la Sardegna ha deciso di rinviare il ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori a lunedì 1 febbraio. Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha emesso una nuova ordinanza in cui viene disposto il proseguimento della didattica a distanza sino al 31 gennaio “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Sars-CoV-2”

Sicilia: Sospese le attività didattiche in presenza per gli istituti scolastici superiori della Sicilia fino al 30 gennaio, stesso provvedimento valido, invece, dall’11 al 16 gennaio per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Anche in questo caso sarà attivata la didattica a distanza. I bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, invece, potranno tornare in aula: in questo caso non è prevista alcuna sospensione. Lo prevede la nuova ordinanza regionale

Toscana: ritorno in classe per le superiori l’11 gennaio.

Trento: è confermato per giovedì 7 gennaio il ritorno in presenza al 50% degli studenti della scuola secondaria di secondo grado

Umbria: Didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori dell’Umbria. Lo ha deciso la Regione applicando il concetto di “massima precauzione”

Valle d’Aosta: superiori dall’11 gennaio, infanzia e primo ciclo istruzione dal 7 gennaio. Circolare

Veneto: dal 7 al 31 gennaio dad per le superiori, pubblicata l’ordinanza del governatore Luca Zaia. Chiarimenti della Regione

Riapertura scuole 7 gennaio, ecco dove si rientrerà con orari d’ingresso differenziati. Pranzo e tempo per i compiti?

“Le Regioni riflettano bene sulle conseguenze per studenti e famiglie”, avverte la ministra Lucia Azzolina.

Critica per le decisioni di alcune Regioni di lasciare le scuole chiuse, la senatrice del M5s Bianca Laura Granato. “L’operazione portata avanti dai presidenti di regione è stata quella di dire sì a soldi in più, sì all’attivazione dei tracciamenti e a poteri straordinari per poi aspettare passivamente sulla riva del fiume l’impennata dei contagi per chiedere di rinviare nuovamente l’apertura”, afferma in una nota.

Secondo la deputata del Partito democratico, Lucia Ciampi, le decisioni regionali vanno accettate, perché “le Regioni, che hanno una conoscenza territoriale approfondita e competenza in materia, siano gli enti preposti per valutare al meglio le misure da adottare”.

Per Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera è sconcertante “la rincorsa di ministri, consulenti, commissari e presidenti di regione a non riaprire la scuola”, soprattutto dopo i dati diffusi dall’Iss.

Nel rapporto dell’Istituto superiore di sanità “Apertura delle scuole e andamento dei casi confermati di SARS-CoV-2: la situazione in Italia”, si legge infatti che nel periodo dal 31 agosto al 27 dicembre 2020 “si sono verificati in Italia 3.173 focolai in ambito scolastico che rappresentano il 2% del totale dei focolai segnalati a livello nazionale”.

Secondo il coordinatore del Cts Agostino Miozzo ogni singola regione conosce i propri punti di forza e di debolezza, “quindi la responsabilità dei governatori è quella di decidere se il territorio è pronto o no ad accogliere i ragazzi all’interno delle scuole”.

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