Riapertura scuole, le forze di maggioranza decise: “Riportiamo tutti gli studenti in classe”

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Il Governo vuole tutti gli studenti in classe: sembra esserci l’accordo fra le varie forze di maggioranza sull’idea di concludere l’anno scolastico in presenza anche per i ragazzi delle scuole superiori.

Le forze di maggioranza sono al lavoro su una mozione unitaria per la riapertura delle scuole che sarà depositata domani. Siamo molto soddisfatti dell’impegno che va al di là dei colori politici: votando un testo unico daremo un bel segnale di unità del Parlamento nella tutela del diritto all’istruzione e della scuola come bene comune”, dichiarano, in una nota congiunta, i capogruppo delle forze politiche di maggioranza in commissione Cultura alla Camera Alessandra Carbonaro (M5S), Flavia Piccoli Nardelli (PD), Valentina Aprea (FI), Daniele Belotti (Lega), Gabrielle Toccafondi (Iv) e Alessandro Fusacchia (FacciamoEco).

Obiettivo della mozione – proseguono – è impegnare il Governo a mettere in campo una serie di iniziative a sostegno del mondo della scuola, a partire dalla riapertura in sicurezza degli istituti di ogni ordine e grado il prima possibile”, aggiungono i deputati.

Le giovani generazioni sono già state duramente colpite dalle misure di contrasto alla pandemia: oggi rimetterle al centro è il primo passo indispensabile per far ripartire l’intero Paese”, concludono Carbonaro, Piccoli Nardelli, Aprea, Belotti, Toccafondi e Fusacchia.

Da domani, 7 aprile, si tornerà in classe in quasi tutte le circostanze: anche in zona rossa, in virtù del nuovo decreto covid, gli alunni fino alla prima classe di scuola secondaria di primo grado potranno tornare in presenza. In zona arancione gli studenti di scuola superiore andranno in classe in una quota fra il 50 e il 75%.

L’obiettivo, di cui abbiamo parlato anche nei giorni scorsi, sarebbe quello, da parte del Governo, di voler chiudere con le lezioni in presenza per tutti gli studenti.

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Al di là della mozione che invita il Governo ad agire in tal senso, al momento non sembrano esserci grandi segnali di novità: per rientrare in classe in sicurezza dovrebbero risolversi alcuni problemi che riguardano la scuola sia dall’interno che dall’esterno.

Sul primo punto abbiamo già evidenziato che al momento non abbiamo un sistema di tracciamento per gli studenti: il piano dei tamponi a campione per il momento è fermo alle ipotesi di poche settimane fa. Inoltre, manca del tutto un monitoraggio preciso sui dati dei contagi covid nelle scuole.

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C’è poi l’aspetto “esterno” alla scuola: ovvero i trasporti. Come abbiamo già spiegato, anche in questo caso i dubbi superano le certezze. Mandare a scuola i ragazzi delle secondarie di secondo grado che utilizzano per lo più i mezzi pubblici di trasporto, soprattuto nelle grandi città, non può far stare tranquilli dato l’enorme rischio contagio che ancora oggi è presente sui mezzi.

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E’ vero che il decreto sostegni mette a disposizione oltre 150 milioni di euro per  “dispositivi di protezione e materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, nonché di ogni altro materiale, anche di consumo, il cui impiego sia riconducibile all’emergenza epidemiologica da COVID-19″ e di “servizi medico-sanitari volti a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione dell’emergenza epidemiologica, nelle attività inerenti alla somministrazione facoltativa di test diagnostici alla popolazione scolastica di riferimento, all’espletamento delle attività di contact tracing nell’ambito della indagine epidemiologica, anche allo scopo di svolgere una funzione efficace e tempestiva di raccordo con i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie locali”. Basteranno tali interventi per rendere le scuole sicure fino alla fine dell’anno scolastico? E soprattutto: si farà in tempo?

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