Riapertura scuole, l’appello di sei studentesse campane: “Rientrare è scelta incauta e incomprensibile”

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In Campania si ritornerà in classe il prossimo 1 febbraio nelle scuole superiori nella misura del 50% in presenza, 50% con la didattica a distanza.

Tanti studenti hanno chiesto a gran voce il rientro in classe dopo mesi di didattica a distanza, lontani dalla routine quotidiana in un’aula.

Una voce discordante arriva da Castellammare di Stabia. Sei ragazze di un istituto superiore della città campana (Sara, Anna, Sabrina, Carmen, Anna e Chiara) in una lettera-appello inviata alla redazione di Orizzonte Scuola definiscono “incomprensibile” la scelta di ritornare a scuola.

“Ci preme, in qualità di studentesse, evidenziare le motivazioni per le quali un eventuale ritorno nelle aule scolastiche possa risultare una scelta incauta e incomprensibile, dal momento che il quadro epidemiologico è pressoché invariato rispetto al precedente rientro avvenuto a novembre a  Castellammare di Stabia”, esordiscono.

“È sconsiderato, a nostro avviso, volere la riapertura delle strutture scolastiche considerato che non saranno effettuati tamponi in grado di garantire la sicurezza di cui si ha bisogno e considerato che il piano vaccinale previsto per docenti, personale ATA e studenti sarà effettuato in tempi non brevi”, aggiungono“, affermano

“E se, come previsto, il vaccino per la comunità scolastica dovesse arrivare tra qualche mese, come si pensa di fronteggiare l’eventuale terza ondata?”, scrivono preoccupate le studentesse.

“Inoltre, a rendere inadeguato il rientro in presenza è il problema trasporti, che non risulta essere stato risolto. Nello specifico, i mezzi di trasporto potrebbero rappresentare un prevedibile strumento di contagio in quanto nè le corse sono state aumentate nè è stato messo a disposizione un numero maggiore di mezzi. I problemi pertanto sarebbero di tipo pratico. I licei di Castellammare di Stabia sono frequentati da un gran numero di studenti fuorisede, i quali, anche sulla base dei nuovi orari scolastici, sarebbero soggetti ad un ulteriore disagio non solo sul piano produttivo ma anche psicologico. Di conseguenza i risultati scolastici sarebbero meno fruttuosi e proficui“, aggiungono.

Sulla Didattica a distanza scrivono: La Didattica a Distanza al 100%, in realtà, a differenza di quanti sostengono il contrario, ha i suoi lati positivi. Uno tra questi riguarda l’apprendimento di noi studenti; infatti, se un’intera classe seguisse in dad, i suoi componenti avrebbero tutti le medesime opportunità nel seguire le lezioni, cosa che non avverrebbe con la didattica che prevede solo il 50% degli studenti in remoto. Ritornare in presenza non significa, come molti credono, ritornare alla normalità. Riteniamo sia più produttivo rimanere in Didattica a Distanza data la situazione ancora critica dei contagi e i compromessi, a nostro avviso irragionevoli, a cui dovremo attenerci per assicurare un corretto svolgimento delle lezioni”.

Poi l’affondo finale: Rientrare non favorisce le relazioni interpersonali nè tantomeno la salute psicologica degli studenti. Dunque riponiamo fiducia affinché le nostre problematiche vengano prese in considerazione e non vengano lasciate nell’oblio. Siamo il futuro e chiediamo di essere ascoltate”.

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