Riapertura scuole in zona rossa, in classe fino alla prima media. Bianchi: “Abbiamo affermato la priorità della scuola” [VIDEO]

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Tornano le scuole aperte in zona rossa: nidi, elementari e prima media. Questo è quanto emerso in seguito alla cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi, con i ministri e i vertici del Cts. Ancora niente zone gialle fino al 30 aprile.

La chiusura delle scuole di ogni ordine a grado nelle zone con i contagi più alti era stata decisa col Dpcm del 2 marzo scorso.

La cabina di regia ha anche stabilito inoltre che resterà in vigore lo schema attuale, quindi no al ritorno alle zone gialle -quelle a minor contagio e rischio Covid- fino alla data del 30 aprile.

Le aree del Paese meno colpite resteranno arancione, con tutti i divieti del caso. La decisione sarebbe resa necessaria dal quadro epidemiologico che continua a preoccupare il governo.

Il premier: “Riapertura della scuola fino alla prima media, tutte le altre restrizioni restano ferme”. Sui vaccini: “Pronti a provvedimenti per operatori sanitari che non si vaccinano”.

Soddisfazione del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi per le decisioni prese dalla cabina di regia. “Abbiamo affermato la priorità della scuola e l’attenzione per il suo valore sociale“, ha sottolineato il Ministro.

Per le feste di Pasqua tutta Italia sarà rossa, poi un nuovo decreto per il periodo successivo. Il decreto legge con le nuove misure dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri nei primi giorni della prossima settimana

DIRETTA | Covid, Draghi: “Scuole aperte anche in zona rossa fino alla prima media” [VIDEO]

Cosa cambia dunque per la scuola?

In zona rossa torneranno in presenza le scuole dall’infanzia alla prima classe di scuola secondaria di primo grado, mentre invece dalla seconda classe di scuola secondaria di primo grado in poi si resterà in didattica a distanza.

In zona arancione, invece, l’attività dei servizi educativi per l’infanzia (asili nido), delle scuole dell’infanzia (ex scuola materna) e per il primo ciclo di istruzione (ex scuole elementari e medie) continua a svolgersi integralmente in presenza.

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei e istituti professionali) adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento degli studenti sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte degli studenti partecipa alla didattica a distanza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

I Presidenti delle Regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica e degli asili nido:
– nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
– nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
– nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Resta l’obbligo della mascherina dai sei anni in su.

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