Riapertura scuole, in Lombardia la sentenza del Tar potrebbe non servire e la DaD proseguire ancora

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Potrebbe risultare vana la sentenza del Tar Lombardia che sospende l’ordinanza regionale: la regione potrebbe finire in zona rossa ma anche se dovesse essere inserita in fascia arancione è prevista comunque la Dad alle scuole superiori, con il piano previsto di orari scaglionati e bus aggiuntivi che dovrà quindi attendere.

La riapertura scuole in Lombardia sta diventando un rompicapo: se da un lato la sentenza del Tar ha accolto il ricorso del comitato ‘A scuola’ sospendendo l’ordinanza regionale che prevedeva la Dad al 100% fino al 24 gennaio, dall’altro sarà importante capire in quale fascia di rischio la prossima ordinanza del Ministero della Salute prevista nelle prossime ore, collocherà la Lombardia: se sarà zona rossa le scuole superiori non si torneranno a scuola. Stesso discorso se dovesse essere zona arancione: anche in questo caso, per le scuole secondarie di secondo grado scatta la DaD al 100%. E siccome appare piuttosto remota al momento l’ipotesi zona gialla…

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E’ vero che il tema della scuola è stato oggetto di un confronto questa mattina tra lo stesso presidente della Regione e il prefetto di Milano Renato Saccone, al quale ha partecipato anche il neo vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti. Fontana e Moratti – a quanto si apprende – hanno chiesto al Prefetto chiarimenti sui tempi tecnici per la riapertura, confermando la volontà di dare attuazione alla sentenza del Tar.

A Saccone, inoltre, sono stati sottolineati i temi della riapertura delle scuole in sicurezza, del trasporto pubblico locale e dei servizi ausiliari legati alla ripresa, come ad esempio la vigilanza delle forze ordine sugli assembramenti in entrata e uscita.

Tuttavia, appare piuttosto difficile che l’organizzazione prevista per il ritorno in classe in presenza in Lombardia possa essere adottata a breve: nelle ultime ore, come anticipato in precedenza, potrebbero passare in zona rossa Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna. Quindi, per qualche settimana gli studenti saranno ancora in DaD. Anche se la Lombardia dovesse essere in fascia arancione, la situazione con cambierebbe.

Ricordiamo che il Tar sospende l’ordinanza regionale dell’8 gennaio scorso con delle precise motivazioni: “il pericolo che l’ordinanza vuole fronteggiare non è legato alla didattica in presenza in sé e per sé considerata, ma al rischio di assembramenti correlati agli spostamenti degli studenti; emerge così l’irragionevolezza della misura disposta, che, a fronte di un rischio solo ipotetico di formazione di assembramenti, anziché intervenire su siffatto ipotizzato fenomeno, vieta radicalmente la didattica in presenza per le scuole di secondo grado, didattica che l’ordinanza neppure indica come causa in sé di un possibile contagio“.

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La Regione Lombardia aveva anche risposto tramite una nota: “Prendiamo atto della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale e ci riserviamo, dopo aver valutato nel dettaglio le motivazioni dello stesso, di proporre reclamo, poiché i riferimenti normativi che hanno orientato il giudice del Tribunale, non tengono conto della possibilità delle Regioni di adottare misure più restrittive di quelle previste dai vari Dpcm”.

Riapertura scuole, tutte le date e gli ultimi aggiornamenti

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