Riapertura scuole, Governo aumenta il numero di studenti in presenza. Le Regioni furiose: “Avevamo un accordo”. Ma sono disponibili a nuovo incontro

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Al termine del Consiglio dei Ministri, che ha approvato il decreto riaperture 26 aprile, c’è stata una piccola sorpresa:  la quota di studenti delle superiori in presenza in vista del rientro a scuola oscilla fra il 70 e il 100% in zona arancione e gialla. Sorpresa che non è piaciuta alle Regioni che avevano stabilito il giorno precedente appunto una quota diversa.

L’aver cambiato in Consiglio dei ministri un accordo siglato dalla Conferenza delle Regioni con i Comuni tramite Anci e con le provincie tramite Upi” sulla presenza di studenti a scuola è “un precedente molto grave” che ha “incrinato la reale collaborazione tra Stato e Regioni“. Lo ha detto stamani il Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga intervenendo a Radio KissKiss, sostenendo che gli accordi si possono cambiare ma “riconvocando chi quegli accordi li ha presi“. Fedriga ha dunque annunciato la convocazione per oggi di una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni.

Nel pomeriggio però i toni sembrano più concilianti e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha deciso di inviare una lettera al Presidente del Consiglio per sottoporre alla sua attenzione le proposte prioritarie – tra queste la modifica del coprifuoco e della percentuale di presenze a scuola – rispetto alle misure in via di adozione con il prossimo Decreto Legge, dando la disponibilità per un incontro urgente prima della pubblicazione del provvedimento. È quanto si apprende dalla stessa Conferenza delle Regioni, dopo il vertice tra i governatori, che si è appena concluso.

Ricordiamo che al termine del vertice Governo-Regioni-Enti locali del 20 aprile, si era raggiunto l’accordo che le scuole superiori potessero adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%” mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100%” Niente deroghe dalle Regioni: unica eccezione alle deroghe, i focolai del virus.

Probabilmente all’interno della maggioranza le lamentele di alcune forze politiche deluse dall’esecutivo per il dietrofront sulla riapertura scuole ha pesato sulla scelta finale, propendendo per un lieve aumento di studenti in presenza nelle zone gialle e arancioni.

Dietrofront che non aveva raccolto il favore del M5S ad esempio, come ha sottolineato il deputato Gianluca Vacca ad Orizzonte Scuola: “tutti quegli studenti che il 26 contavano di tornare finalmente in classe, non potranno più farlo per una retromarcia del Governo dovuta proprio a queste inefficienze regionali. È una mossa ingiusta, che svantaggia ancora una volta i più penalizzati, cioè i nostri giovani. Il MoVimento 5 Stelle chiedeva e chiede ancora il ritorno in classe al 100%, anche alle superiori e in zona rossa. Assaporare anche solo per un mese la normalità, dopo un anno di enormi sacrifici, è essenziale per gli studenti”. 

Decreto riaperture, scuole superiori in presenza dal 70 al 100% in zona gialla e arancione e fino al 75% in zona rossa. Le misure

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