Riapertura scuole, Giannelli (ANP): “Irrazionale non concludere il vaccino per il personale scolastico. Sulla scuola solo dichiarazioni di facciata” [INTERVISTA]

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Ad Orizzonte Scuola Antonello Giannelli, presidente dell’ANP, racconta le sue perplessità sullo stop alla vaccinazione del personale scolastico e non solo: il mancato tracciamento degli studenti, il nodo dei trasporti. E ha un’idea precisa su come dovrebbero essere recuperati i gap formativi degli studenti a settembre.

Da oggi saranno quasi 6,6 milioni gli alunni presenti a scuola sugli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie, 8 su 10. Quasi un milione in più della settimana scorsa. Eppure i problemi e i dubbi non sono pochi e l’idea del Governo di voler concludere l’anno scolastico con tutti gli studenti in presenza non sembra raccogliere i favori di tutti.

Riapertura scuole, da oggi in presenza 6,6 milioni di studenti. La situazione in ogni regione

I punti che fanno scricchiolare la proposta di rientro in aula sono diversi, alcuni che si trascinano da mesi come il tracciamento degli studenti, l’assenza di dati certi dei contagio nelle scuole e il nodo trasporti, si sommano ad un’altra scelta sorprendente di stoppare la vaccinazione per il personale scolastico, in verità, seppure con differenze regionali, ben avviata.

Riapertura scuole, senza tracciamento e lo stop al vaccino per docenti e Ata è ancora valido il piano “tutti in classe entro la fine dell’anno scolastico”?

Fra i più scettici delle nuove azioni di Governo c’è Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi, che a colloquio con Orizzonte Scuola si mostra piuttosto contrariato, lamentando delle dichiarazioni solo di facciata da parte del mondo della politica e invece poche azioni concrete sulla scuola.

 

Il Governo ha mostrato l’intenzione di concludere l’anno in presenza per tutti gli studenti. E’ fattibile secondo lei, alla luce anche dello stop del vaccino per il personale scolastico?

Quello che io osservo è che ne abbiamo abbastanza di dichiarazioni sul fatto che la scuola è la priorità. La sospensione del vaccino al personale scolastico va in senso contrario a tutto ciò. Ad oggi 3/4 del personale ha già ricevuto la prima dose. Mi sembra irrazionale non concludere la vaccinazione per dei lavoratori che hanno ogni giorno a che fare con tantissime persone. Sia chiaro, non è una difesa ad oltranza di una categoria, ma bisogna riflettere sul fatto che docenti e collaboratori scolastici hanno a che fare con tantissimi alunni e tanti colleghi e il rischio è di aumentare la diffusione del virus. Non si tratta dunque di tutela della salute individuale ma di tutela della salute collettiva.

C’è il problema del tracciamento e dello screening degli studenti: avete avuto indicazioni precise dal Ministero?

Si parla da mesi dei tamponi rapidi e dello screening ma non se ne fa nulla. Se la scuola è al centro bisogna dare azioni. Non possiamo continuare così. E quello dei tamponi rapidi è uno dei temi più critici che riguardano il rientro a scuola degli studenti.

Quale sarebbe l’altro tema critico?

Quello dei trasporti. Il problema del trasporto pubblico locale per gli studenti di scuola superiore che, in molti casi, fanno anche una o più ore di strada per arrivare a scuola. Anche da questo punto di vista la situazione è complicata: da settembre-ottobre si parla di potenziamento dei trasporti pubblici ma ci si è fermati alle parole perchè mancano i soldi per le nuove vetture, manca l’organizzazione. Eppure si doveva intervenire. Invece non si è fatto nulla in questo senso.

Recuperi d’estate. In arrivo il piano del Ministro. Secondo lei può funzionare, soprattutto per quanto riguarda gli apprendimenti?

Lo stesso ministro ha chiarito che non è praticabile il prolungamento del calendario, non è fattibile. Dunque è auspicabile avviare attività extracurricolari di natura educativa che possa coinvolgere le scuole, con per personale esterno o anche interno purché siano previste delle risorse aggiuntive, stanziate in realtà dal decreto sostegni.

Per recuperare i Gap di apprendimento perduti, allora cosa bisogna fare nello specifico?

Bisognerebbe prevedere un monitoraggio ad inizio settembre, una rilevazione. E poi somministrare dei piani di recupero ad hoc per ogni studente. A mio avviso tale rilevazione dovrebbe farla l’Invalsi. Però bisogna agire alla svelta perchè non possiamo arrivare a settembre e non sapere come procedere.

 

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