Riapertura scuole dopo Pasqua, ma c’è chi anticipa

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Le scuole riapriranno fino alla prima media dopo Pasqua. Questa è la priorità fissata dal premier Mario Draghi così come annunciato nella conferenza stampa di venerdì scorso.

6 studenti su 10, dunque, torneranno in classe. Si tratta di più di 5 milioni di studenti (3,2 milioni a casa, 5,3 in presenza). Fino al 7 aprile, però, sulle scuole varrà ancora la regola generale che prevede tutto chiuso in zona rossa e apertura fino alle medie in zona arancione.

Alcune regioni, però, già da lunedì 29 marzo andranno in ordine sparso, con alcune in rosso che riaprono gli istituti e altre in arancione che tengono chiuse le scuole.

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Valle d’Aosta e Trentino anticipano

In Valle d’Aosta, ad esempio, malgrado sia zona rossa, le scuole dell’infanzia e primaria rimarranno aperte anche prima delle vacanze di Pasqua, da lunedì 29 a mercoledì 30 marzo così come prevede un’ordinanza del presidente della Regione Erik Lavevaz, che anticipa quanto il governo disporrà a livello nazionale dal 6 aprile. Il Trentino ha deciso di riaprire nidi, scuole dell’infanzia e scuole elementari già da lunedì 29 marzo, pur prevedendo che il governo confermerà la zona rossa.

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In Liguria si prolunga

La Liguria, invece, è in arancione e il presidente Giovanni Toti, il 19 marzo, ha firmato un’ordinanza che prolunga la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori in Liguria fino al 31 marzo. Lezioni in presenza per gli alunni fino alle medie.

Cosa cambia per la scuola

In zona rossa torneranno in presenza le scuole dall’infanzia alla prima classe di scuola secondaria di primo grado, mentre invece dalla seconda classe di scuola secondaria di primo grado in poi si resterà in didattica a distanza.

In zona arancione, invece, l’attività dei servizi educativi per l’infanzia (asili nido), delle scuole dell’infanzia (ex scuola materna) e per il primo ciclo di istruzione (ex scuole elementari e medie) continua a svolgersi integralmente in presenza.

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei e istituti professionali) adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento degli studenti sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte degli studenti partecipa alla didattica a distanza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

I Presidenti delle Regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica e degli asili nido:
– nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
– nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
– nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Resta l’obbligo della mascherina dai sei anni in su.

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