Riapertura scuole, delusione fra i presidi. La proposta: “Dove ci sono più vaccinati si può tornare alla normalità”

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Torna a tenere banco la questione ritorno a scuola di settembre: dopo il parere del Comitato Tecnico Scientifico, che prevede un ritorno a scuola con la mascherina e rispettando il distanziamento, si ripropone il dibattito dello scorso anno. I presidi non sono molto contenti ed esprimono le proprie perplessità.

Antonello Giannelli, il presidente nazionale dell’Associazione presidi, dice: “Non c’è obbligo di vaccinarsi e non ci potrà essere neppure nei prossimi mesi: là dove le percentuali di vaccinati saranno elevate si può ipotizzare un ritorno alla normalità, i ragazzi del resto sono molto convinti dell’utilità della vaccinazione, non abbiamo problemi a convincerli, ci tengono alla libertà di movimento“.

Riapertura scuole, a settembre si continua con mascherine e distanziamento. Così il CTS

Per Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi di Roma e Lazio, intervenuto a Radio 24, il problema è anche quello dell’affollamento delle classi:Mantenere il distanziamento, usare le mascherine e altro implica che gli studenti dovranno essere nuovamente impegnati nella Dad: ci chiediamo allora in questo anno e mezzo è possibile non essere riusciti a trovare soluzioni alternative, possibile che permangano le classi pollaio?“.

E’ chiaro che servono adesso i protocolli di sicurezza e la decisione politica in merito al ritorno in classe. Molto fiducioso resta il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Lavoriamo per la scuola in presenza, senza se e senza ma“.

Riapertura scuole, nulla cambia: mascherina, distanziamento, mix in presenza e Dad. Obbligo vaccino? Il rientro a settembre nell’incertezza

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