Riapertura scuole, De Luca all’attacco: “Nelle condizioni attuali non è possibile farlo”

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Nubi sul ritorno in classe. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, durante un incontro a Salerno, si dice “pessimista” per il ritorno a scuola di docenti e studenti.

“Da qui a una, due settimane saremo  chiamati a prendere decisioni importanti. Pensate all’apertura dell’anno scolastico: nelle condizioni attuali non è possibile aprire”.

Poi aggiunge: “Non so quello che saranno in grado di fare nelle  prossime due settimane, ma avremo scelte  complicate da fare”.

Lunedì scorso, la Regione Campania aveva reso nota la decisione di acquistare termoscanner da assegnare agli istituti scolastici per fare in modo che la temperatura venga misurata agli alunni all’ingresso degli stessi istituti. De Luca aveva di ritenere “assurda e totalmente inefficace la disposizione nazionale secondo cui il controllo della temperatura viene fatto a  casa”.  Da qui la decisione di acquistare termoscanner da assegnare alle scuole della Campania.

Sulla situazione attuale, il presidente afferma: “Dobbiamo stringere i denti almeno per una decina di giorni, i dirigenti delle Asl lo sanno. Dobbiamo  completare il rientro dalle ferie, completare il rientro dalla benedetta Sardegna, è chiaro che a mano a mano il lavoro diminuirà. Ma oggi dobbiamo stringere i denti e cercare di individuare fino  all’ultimo contagio positivo. Completiamo i rientri e poi mi auguro  che arriviamo a numeri gestibili”.

“Dobbiamo individuare i contagi positivi – ha aggiunto De Luca – anche perché il 90% sono asintomatici, e guai a noi se facciamo finta di non vedere il problema per non avere il numero alto. Dobbiamo individuarne il più possibile perché, se vanno in giro liberamente per la regione,  tra un mese saremo costretti a leccarci le ferite. Ovviamente, per  ogni contagio positivo, il contact tracing ci porta a ricercare da 3 a 5 contatti diretti che ha avuto il paziente, quindi il lavoro che si  scarica sulle Asl e sui dipartimenti di prevenzione diventa pesante.  Mi auguro che progressivamente i numeri scendano, ma finché ci sono i  rientri, a costo di morire sul campo, bisogna fare tutti gli screening necessari perché questo lavoro che stiamo facendo in questi 10 giorni è quello che ci darà sicurezza e tranquillità per il futuro”.

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