Riapertura scuole, dai trasporti al tracciamento, passando per gli organici: per i sindacati non ci sono le condizioni per tornare in classe

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La riapertura delle scuole così come prevista non può avvenire. Mancano le condizioni di sicurezza. E’ quanto emerge dal dibattito su Orizzonte Scuola Tv in cui i sindacati hanno analizzato i temi del 2020 e proposto le nuove iniziative per il 2021.

Ricordiamo nel frattempo che in seguito al Consiglio dei Ministri del 4 gennaio, è stata posticipata all’11 gennaio la ripresa delle lezioni in presenza delle scuole secondarie di secondo grado.

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In generale le organizzazioni sindacali non riscontrano al momento situazioni favorevoli per una ripresa delle lezioni in presenza delle scuole superiori.

Secondo il coordinatore della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio, “i mesi trascorsi finora dall’inizio dell’anno scolastico non sono serviti a delineare interventi organici sulle principali criticità, ovvero spazi e organici che sono rimasti sostanzialmente immutati”.

Secondo Di Meglio, bisogna tener presente che la situazione di emergenza è stata gestita con grande professionalità dai docenti che “in ogni caso, con la didattica a distanza, hanno lavorato più di prima e non hanno assolutamente nulla da restituire”, dice a proposito di un eventuale prolungamento del calendario scolastico.

Secondo Elvira Serafini, segretaria nazionale Snals, i problemi principali del ritorno a scuola “sono i trasporti e le difficoltà di tracciamento dove occorre intraprendere azioni di sistema coordinate a livello territoriale con la partecipazione delle organizzazioni sindacali“. Per questo motivo Serafini ritiene che “non siano assicurate le condizioni di sicurezza per alunni e personale“.

Personale docente e ATA sufficiente per lavorare con classi meno affollate e in ambienti costantemente igienizzati; supporto immediato per gestire efficacemente le emergenze sanitarie, a partire dalla individuazione e dal trattamento dei casi di contagio; garantire un efficace servizio di trasporto per gli alunni, evitando il sovraffollamento sui mezzi e negli spazi antistanti la scuola“. Queste in sintesi le condizioni necessarie per lo svolgimento in sicurezza della attività scolastiche in presenza secondo la Cisl Scuola, con la segretaria Lena Gissi che dice: “A gennaio non si riesce ad avere il personale al completo. Una difficoltà che va affrontata per tempo”.

Per il segretario della Uil Scuola, Pino Turi, oltre ad una riduzione degli alunni per classe, per quanto riguarda il ritorno a scuola si deve tenere presente il problema dei trasporti, che devono essere “dedicati e diversificati per ambiti geografici, con le aree metropolitane distinte dalle altre”, dice Turi che prosegue: “Ci sono voluti mesi interi per capire che gli interventi devono essere molteplici e diversificati per aree geografiche. Non bastano gli investimenti finanziari, che pure ci sono stati, serve un ripensamento complessivo per evitare la pressione sui mezzi pubblici”.

Riaprire le scuole chiuse e trovare spazi per nuove ‘scuole di prossimità’ sarebbe una scelta saggia che dovrebbe andare oltre l’emergenza”, conclude il segretario nazionale Uil Scuola.

Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, si concentra invece sui test rapidi: “Fondamentali ma per tutti gli alunni come per tutto il personale. Lo avevamo chiesto il 17 dicembre scorso, tamponi obbligatori per tutti tra il 10 e il 20 gennaio per poter programmare istituto per istituto e non regione per regione le riaperture in sicurezza come sta avvenendo“.

Secondo la Flc Cgil, “il Governo è in enorme ritardo su tutta una serie di provvedimenti che chiediamo da mesi e di questo se ne deve assumere la responsabilità“. Il sindacato guidato da Francesco Sinopoli, rappresentato da Francesca Ruocco nel dibattito su OS Tv, punta il dito principalmente sul fatto che “non sono stati resi pubblici i dati sui contagi nelle scuole” e che “non si è ancora creata una corsia preferenziale per la scuola sull’effettuazione dei tamponi e dei tracciamenti; dove questo avviene è solo grazie ad iniziative locali e non all’interno di un sistematico intervento del sistema sanitario nazionale”.

Sull’ipotesi di prolungare il calendario scolastico per recuperare gli apprendimenti, Ruocco ha detto che “la misura non ci convince. Bisogna ragionare su come recuperare sulle ore in presenza ma in base all’ordine di scuola. Servono progetti di recupero specifici decisi dagli organi collegiali“.

 

 

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