Riapertura scuole, chi non rispetta la soglia del 50% verrà sanzionato: linea dura del prefetto di Milano

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E’ scontro fra il prefetto di Milano e i dirigenti scolastici: il primo prevede sanzioni per i presidi che non rispetteranno dall’11 gennaio la soglia del 50% delle lezioni in presenza. I dirigenti non tollerano questo “avvertimento” ricordando le difficoltà di organizzazione di ogni singola scuola.

Mentre la riapertura scuole secondarie resta in uno stato caotico a livello nazionale e regionale, chi dovrebbe iniziare regolarmente l’11 gennaio, come previsto dal decreto legge in vigore fino al 15 e sottolineato dal Ministero, si scontra con problemi di natura pratica dell’organizzazione della scuola.

Il prefetto: “Sanzioni a chi non rispetta il 50%”

E’ il caso di Milano, ad esempio, dove, il prefetto,  si legge sulla pagina milanese de La Repubblica, coinvolto come previsto nel piano territoriale del ritorno a scuola, ha messo le mani avanti “intimidendo” i dirigenti scolastici a rispettare le soglie previste del 50 % di lezioni in presenza: “Dalla rilevazione effettuata sui dati comunicati dalle scuole – si legge nella nota inviata ieri ai presidi dal prefetto – risultano sforamenti in eccesso della soglia del 50% fissata per la didattica in presenza, che rappresentano inadempienza alla predetta ordinanza, sanzionabile ai sensi” del decreto legge dello scorso 25 marzo”.

I dirigenti scolastici però non ci stanno e rispondono, tramite l’ANP, per le rime: “La scuola non è un panetto di burro, che si può tagliare alla grammatura desiderata. Va rispettata la composizione delle classi e la didattica“.

La “prefettura avrà cura dei procedimenti sanzionatori” a carico dei presidi inadempienti, prosegue il prefetto, che specifica come saranno tollerati scostamenti non superiori al 2%.

Riapertura scuole, le Regioni divise: tutte le date disponibili. [In AGGIORNAMENTO]

La nota del Ministero

La nota ministeriale pubblicata dal Ministero il 6 gennaio, ricorda a tal proposito che dal giorno 11 al 16 gennaio, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado nelle regioni “gialle” e “arancioni” “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica garantendo almeno al 50 per cento della popolazione studentesca l’attività didattica in presenza”, fermo restando, anche in questo caso e nel caso delle regioni “rosse” dove l’attività è prevista al 100% a distanza, “la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Il Ministero raccomanda che “in una lettura sistematica delle disposizioni vigenti, la ripresa dell’attività in presenza per almeno il 50% della popolazione studentesca dovrà essere realizzata secondo le azioni delineate dai piani operativi derivanti dall’attività dei “tavoli prefettizi”, di cui al dPCM 3 dicembre 2020, che hanno provveduto a coordinare le esigenze delle istituzioni scolastiche e dei servizi di trasporto sui territori di competenza, proprio in vista della ripresa della scuola in presenza”.

Resta inteso, conclude il capo dipartimento del Ministero, “che sono da osservarsi le eventuali diverse determinazioni più restrittive deliberate dalle Regioni e dagli Enti locali nell’esercizio delle rispettive competenze”.

Ritorno in classe, il Ministero: alle superiori confermata la Dad fino al 9 gennaio, didattica in presenza almeno al 50% dall’11. NOTA [PDF]

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