Riapertura scuole 7 gennaio, muro di no. Regioni indietreggiano, “se c’è rischio, si discute e si decide”. Azzolina: “non arretriamo”

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“Sarebbe giusto che il governo nelle prossime ore ci riconvocasse e insieme prendessimo una decisione, in maniera molto laica”.

Così il presidente di Emilia-Romagna e Regioni, Stefano Bonaccini intervenendo al Tg3 sulla riapertura delle scuole.

“Se c’è preoccupazione di un rischio, alla luce dei numeri, si discute. Capiamo anche il governo cosa ritiene visto che ho sentito voci di esperti utilizzati da Palazzo Chigi per prendere decisioni, che riguardano la parte scientifica”, ha aggiunto. Studenti “pagano prezzo alto”.

Muro di no

Sulla riapertura delle scuole tra cinque giorni è muro di no. “I nostri figli in queste condizioni a scuola non li rimanderei”, evidenzia Matteo Salvini, leader della Lega, che aggiunge: “il 7 gennaio il 50% degli studenti torna a scuola, con gli stessi autobus, gli stessi treni, gli stessi tram, le stesse metropolitane, gli stessi orari, lo stesso numero di alunni per classe, come le stesse cattedre vuote”.

Categorico Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, secondo il quale non si dovrebbe riaprire le scuole il 7 gennaio, proprio quando “avremo contezza dei casi di contagio avvenuti a Natale”.

Dubbi anche dall’Ordine dei Medici, che ritengono necessario fare una zona rossa per poter riaprire in sicurezza le scuole: “Se facciamo la zona rossa possiamo mandare i ragazzi a scuola. Se davvero tutti stanno a casa, riducendo così la pressione sui trasporti, e se i ragazzi non possono aggregarsi fuori, i sistemi di tutela messi a punto all’interno delle scuole possono funzionare”.

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Azzolina: non ci arrendiamo

“È fra i banchi che si costruisce, mattone dopo mattone, il futuro di ciascuna e ciascuno, il futuro della Nazione. Per questo sulla scuola non possiamo arrenderci e dobbiamo, ciascuno degli attori coinvolti, operare uniti”, scrive la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo alla lettera di congedo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Facendo poi riferimento al documento sulla ripresa delle lezioni in presenza, la ministra ha evidenziato che sono stati assunti impegni precisi sulla “questione del potenziamento dei trasporti, corsia preferenziale da attivare per i tracciamenti nelle scuole, maggiore scaglionamento degli ingressi di istituti scolastici, di uffici e attività commerciali”.

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