Riapertura scuole, Bonaccini: “Mi sarei aspettato un po’ più di flessibilità dal mondo della scuola”

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“Sulla scuola si è decisa una flessibilità della presenza dal 60% in su, perché c’è un tema serio che riguarda i trasporti, anche facendosi aiutare dai privati c’è un problema delle ore di punta, in cui i bus turistici, ad esempio, non possono entrare in città”.

Così, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini nel suo intervento a SkyTg24. “Mi
sarei aspettato un po’ più di flessibilità da parte del mondo scuola sugli orari – sottolinea – perché andiamo verso la bella stagione e si potevano diluire gli orari anche nel pomeriggio. Lo scaglionamento degli orari è stato preso in considerazione ma non ovunque nel Paese e si potrebbe cercare uno scaglionamento migliore”.

“Io metterei – aggiunge – il coprifuoco alle 23 ma sono dettagli, si è trovato un buon compromesso che potrebbe essere migliorato già oggi”.

“Si è riusciti ad anticipare le aperture rispetto a quanto era stato previsto in diversi casi, a partire dai ristoranti. Per quanto riguarda i ristoranti all’aperto, sta succedendo esattamente quello che dissi io qualche settimana fa. Capisco che siamo in un Paese in cui non ci si ricorda quasi più nulla ma così esattamente sta andando. Comprendo la necessità di utilizzare gli spazi aperti – prosegue -, so che per alcuni ristoratori è impossibile, io mi auguro – e sono convinto che se lo augurino lo stesso presidente del Consiglio e il Governo – che se le cose nelle prossime settimane, monitorandole quotidianamente, potranno migliorare, si potrà arrivare anche a un anticipo di aperture che riguardano il mese di giugno e addirittura, come nel caso dei parchi, il primo di luglio. Se le cose vanno bene, nelle prossime settimane ci potrà essere una parziale revisione di queste regole”.

“Si è riusciti ad anticipare le aperture rispetto a quanto era stato previsto in diversi casi, a partire dai ristoranti. Per quanto riguarda i ristoranti all’aperto, sta succedendo esattamente quello che dissi io qualche settimana fa. Capisco che siamo in un Paese in cui non ci si ricorda quasi più nulla ma così esattamente sta andando. Comprendo la necessità di utilizzare gli spazi aperti – prosegue -, so che per alcuni ristoratori è impossibile, io mi auguro – e sono convinto che se lo augurino lo stesso presidente del Consiglio e il Governo – che se le cose nelle prossime settimane, monitorandole quotidianamente, potranno migliorare, si potrà arrivare anche a un anticipo di aperture che riguardano il mese di giugno e addirittura, come nel caso dei parchi, il primo di luglio. Se le dosi di vaccino arrivano, qui non manca l’organizzazione. Qui possiamo farne anche 30, 40, 50 mila al giorno”. 

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