Riapertura scuole 7 gennaio, ecco dove si rientrerà con orari d’ingresso differenziati. Pranzo e tempo per i compiti?

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Via libera alla riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio per il 50% della popolazione studentesca. Come già riferito, i documenti operativi prefettizi hanno concordato, con i partecipanti ai Tavoli di coordinamento, le soluzioni più appropriate, territorio per territorio. Ecco dove si terrà il turno unico e dove invece si è scelto la differenziazione degli orari di ingresso.

Orari d’ingresso e uscita differenziati

La soluzione di differenziare gli orari d’ingresso e d’uscita è stata adottata dall’Abruzzo, dalla Calabria e dalla Campania (ad eccezione della provincia di Benevento).

Turni differenziati anche in Friuli Venezia Giulia (tranne la provincia di Gorizia), Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana (ad eccezione della provincia di Lucca che già prevedeva esclusivamente una flessibilità in entrata).

Unico turno

Unico turno d’ingresso per la Basilicata, l’Emilia Romagna, il Molise, la Sardegna (tranne la provincia di Cagliari che, solo per i licei, mantiene il doppio turno di ingresso) e Veneto (ad eccezione della provincia Treviso).

Turno unico anche in regioni che avevano precedentemente scelto la differenziazione degli orari: Marche, Piemonte, Sicilia e Umbria, visto che la percentuale stabilita per il primo turno corrispondeva già al 50%.

Per le province autonome di Trento e Bolzano le modalità di riapertura delle scuole si basano appunto sull’autonomia.

Riapertura scuole, via libera al 50% il 7 gennaio: orari 8-14/10-16, lezioni il sabato, ore da 45 minuti. Azzolina “Grande soddisfazione”

“A che ora i compiti?”

Critico verso la scelta di differenziare gli orari d’ingresso e uscita il presidente dell’Anp Antonello Giannelli. “La metà degli studenti italiani delle scuole superiori frequenta un istituto tecnico o un professionale, sono almeno 6 ore al giorno – ha sottolineato al Corriere -. L’organizzazione della loro vita sarà sconvolta. Dalle 10 alle 16, mettiamo mezz’ora per mangiare un panino. Escono alle 16.30, prendono un bus o un treno, arrivano a casa affamati alle sei di sera. A che ora faranno i compiti? Alle 21….”.

L’uscita ritardata non convince nemmeno tanti docenti e lettori di Orizzonte Scuola, che hanno inviato alla redazione alcune considerazioni. “Con gli orari diversificati molti alunni torneranno a casa per le 17 perché mettiamo che finiscano alle 15, poi devono raggiungere la stazione delle corriere e poi prendere la corriera che facendo 1000 fermate li porterà a casa senza un vero pranzo, stanchissimi e non pronti a studiare dalle 18 in poi”, osserva un’insegnante.

E ancora: “Con i laboratori i ragazzi escono alle 15,00, ed è già tardi, quando dovranno entrare alle 10,00 uscirebbero alle 17,00 …… Impensabile qualunque attività extrascolastica, per non parlare della possibilità di svolgere compiti a casa”, oltre al problema riposo e pranzo.

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