Riapertura scuole 7 gennaio: sì lezioni in presenza, all’inizio al 50% [BOZZA intesa, nota Ministero ]

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La conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali ha trovato l’intesa sulla riapertura delle scuole il 7 gennaio. Alla riunione convocata dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia ha preso parte anche la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina.

Secondo indiscrezioni la Conferenza Unificata ha dato il via libera alla riapertura delle scuole il 7 gennaio, anche se in questa prima fase con una presenza di studenti al 50%, da aumentare poi nel corso del tempo se ve ne saranno le condizioni.

Il Ministero, con la nota n.28290 del 22 dicembre, ha reso noto che è emersa l’esigenza di modificare la disposizione indicata, nel senso di fissare come obbligatorio il raggiungimento del 50% dell’attività didattica in presenza, con l’obiettivo di assicurare il raggiungimento del 75%, in modo graduale, ove questo non sia da subito possibile. A tal fine, atteso che non verrà adottato nell’immediato un nuovo DPCM in materia, sarà richiesto che tale misura sia prevista tramite apposita ordinanza del Ministro della Salute.

Il Ministero precisa nel comunicato “Il rientro per le scuole di secondo grado avverrà partendo con il 50% di studenti in presenza per arrivare al 75%. Su questo punto sarà predisposta un’Ordinanza del Ministero della Salute.”

“La scuola superiore riapre il 7 gennaio. È un bene per tutti, senza distinzioni. Lavoriamo per assicurare le migliori condizioni possibili e per garantire sicurezza ai ragazzi e tranquillità alle loro famiglie”. Così il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro.

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La riprogrammazione dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale e il conseguente fabbisogno di servizi aggiuntivi da attivare per garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico.

Il documento prevede anche la messa a punto di un Piano operativo “finalizzato a garantire l’applicazione rapida e tempestiva dei protocolli sanitari relativi alle modalità di screening della popolazione studentesca“.

Il testo provvisorio prevede di mettere a punto un piano operativo per garantire le operazioni di tracciamento dei contagiati e per l’applicazione rapida, efficace e tempestiva dei protocolli sanitari nell’ambito scolastico, prevedendo, anche con l’ausilio delle autorità sanitarie militari, la presa in carico di eventuali persone sintomatiche.

Il documento prevede anche la realizzazione di un sistema di comunicazione rapido ed efficace attraverso cui le scuole “sappiano con precisione quali studenti o unità di personale debbano essere posti in quarantena, per quanto tempo e con quali modalità di rientro a scuola

Inoltre, la bozza prevede che una eventuale sospensione o limitazione delle attività didattiche in presenza dovrà essere prevista “come misura residuale e disposta unicamente sulla base di evidenze scientifiche“.

Da parte sua il governo si impegna a incrementare – si legge ancora nel testo – “il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa per il riconoscimento del salario accessorio al personale Ata, al fine di garantire il proseguimento del funzionamento delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado anche nelle ore pomeridiane“.

Boccia: sulla scuola responsabilità collettiva

Oggi in Conferenza Unificata abbiamo fatto un altro passo avanti su uno dei temi che più ci sta a cuore, la scuola. Abbiamo lavorato con Regioni, Anci e Upi per mettere a punto tutte le misure necessarie per far ripartire in sicurezza dal 7 gennaio la scuola in presenza immediatamente al 50% per poi aumentare la percentuale con gradualità così come da impegno assunto da tutti con la ministra Azzolina“. Ha commentato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.

Lo abbiamo fatto in accordo fra tutti i livelli istituzionali, nazionali e locali, ed è stato molto importante il lavoro fatto dai prefetti che ringrazio anche oggi“, ha aggiunto. “Sulla scuola abbiamo tutti una responsabilità collettiva e l’intesa raggiunta oggi è un bell’esempio di leale collaborazione su un tema che sta a cuore al Paese intero“, ha concluso Boccia.

Bonaccini: punto di partenza promettente

L’accordo su un rientro nelle scuole superiori al 50% dopo le feste natalizie è un punto di partenza positivo e promettente. Un segnale di speranza per tutte le famiglie che in queste settimane drammatici stanno facendo sacrifici che meritano il massimo impegno delle istituzioni“. Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine della Conferenza Unificata.

Ringrazio il Governo per la disponibilità nella riunione odierna, nella quale abbiamo ribadito che l’obiettivo della ripresa della didattica in presenza è prioritario“, ha spiegato Bonaccini: “Con l’esecutivo abbiamo così condiviso un percorso fondato su alcuni pilastri fondamentali“. Fra questi, “il ritorno della didattica in presenza che, attraverso un’ordinanza del ministro della Salute, consenta di partire dal 7 gennaio con una soglia comune del 50% in tutte le Regioni. Con la speranza e l’auspicio di veder crescere questa percentuale, sulla base di uno stretto controllo della curva epidemiologica“. “Inoltre nelle linee guida – ha concluso Bonaccini – si punta, attraverso un’attività di collaborazione con i prefetti, a una rimodulazione dell’orario di entrata e uscita delle scuole secondarie di secondo grado, che consenta una riprogrammazione dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale in un’ottica di sicurezza e sostenibilità“.

Giannelli (Anp), bene il 50%

E’ una misura di ragionevolezza e bene ha fatto la compagine governativa a decidere in questa direzione”, afferma all’Adnkronos Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi.

Giannelli ritiene poi necessario uno screening della popolazione studentesca, in merito al quale le Regioni e le Province autonome stanno elaborando un piano: “lo screening lo avevamo richiesto anche noi perché riteniamo che finché la campagna vaccinale non produrrà effetti massicci, e credo ci vorranno diversi mesi, è bene tenere alta la guardia e dato che bisogna dare per scontata la convivenza con il virus è necessario un periodo di controlli, di screening di massa per gli studenti”.

Favorevole anche agli orari scaglionati per gli ingressi nelle scuole per alleggerire la pressione sui trasporti pubblici, Giannelli avanza anche la proposta di ‘scaglionare’ gli orari delle attività economiche e commerciali. “Gli ingressi a scuola scaglionati vanno benissimo ma non bisogna dimenticare le esigenze delle scuole e il fatto che siano dotate di autonomia – spiega Giannelli – e con i tavoli provinciali auspico che si possano trovare soluzioni ragionevoli che rispettino le esigenze dei territori e quelle delle scuole si possono trovare. Ma credo che oltre alla scuola anche le attività commerciali ed economiche debbano rispettare degli orari scaglionati in modo da abbassare sensibilmente la pressione sul trasporto pubblico locale. Da un lato quindi, lo scaglionamento e dall’altro comunque non deve mancare un potenziamento dei mezzi di trasporto dove è possibile”.

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