Riapertura scuole 7 gennaio, Conte: “Dobbiamo ripristinare le lezioni in presenza almeno al 50% alle superiori”

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un’intervista a Porta a Porta, che andrà in onda stasera su Rai Uno, parla anche di scuola.

“La scuola riaprirà il 7 gennaio? Dobbiamo ripartire, cercando di ripristinare la didattica in presenza almeno al 50% anche per quanto riguarda le scuole secondarie superiori. Lo faremo con il massimo della flessibilità per quanto riguarda il sistema integrato: orari scolastici, dei trasporti e via discorrendo”, dice il premier.

Conte aggiunge di aver “raccomandato, e i ministri stanno lavorando in tal senso, perché ci sia un’apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese, comunità per comunità. Distribuiremo gli orari di entrata e di uscita non in termini astratti ma a seconda delle specificità dei territori”.

Poi: “In un sistema complesso come quello italiano, anche dal punto di vista burocratico, non è facile immaginare da un momento all’altro di rivoluzionare tutto. Ci sono comparti che difficilmente dialogano tra loro, c’è da avviare un dialogo tra il centro e le autorità locali, periferiche. Qualcuno pensa che il Governo abbia la bacchetta magica con cui riorganizzare tutto il sistema. Non è così, non abbiamo il potere per farlo. La ripresa a scuola è stata una sfida molto impegnativa che non abbiamo affatto trascurato. Ad agosto con i ministri abbiamo fatto almeno 6-7 plenarie sulla scuola, proprio per cercare di far dialogare il comparto trasporti”. 

E ancora: “Non ci sono stati momenti in cui c’è stata paura di non farcela, ma ci sono stati momenti molto difficili, soprattutto quando è esplosa la pandemia all’improvviso. Essendo stata l’Italia il primo Paese colpito non avevamo una guida e tutto ciò che facevamo era nuovo. Abbiamo dovuto prendere decisioni molto difficili”.

“Un momento particolarmente sofferto – ha aggiunto Conte – è quando abbiamo iniziato a vedere i decessi. Molto difficile è stata la decisione di istituire le prime zone rosse. Decisioni che si prendono solitamente nei regimi autoritari. Una grande sfida anche dal punto di vista logistico”.

Con il rafforzamento della “la cintura di protezione” anti Covid “per il periodo natalizio” dovremmo “poter affrontare gennaio dosando cum grano salis le misure solo dove necessario tra zona gialla, arancione e rossa. Se dovesse arrivare un’impennata, una terza ondata o una variante che faccia sbalzare l’RT, allora ci troveremmo facilmente in zona rossa o con misure più restrittive. Ma in una situazione come quella attuale forse dovremmo affrontare gennaio-febbraio con una certa tranquillità”

Riapertura scuole 7 gennaio, dalle Regioni ok al 50% di lezioni in presenza [BOZZA]

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