Riapertura scuola, UDIR al CNEL: abbattere classi pollaio, più organici, ridefinire rapporto alunni-docenti

UDIR – Audizione del segretario organizzativo della Confedir e presidente Udir per la ricrescita del Paese, Marcello Pacifico.

Più organici, classi e nuove sedi di dirigenza scolastica, scudo penale per il dirigente scolastico datore di lavoro, per aprire la scuola in sicurezza a settembre. Assumere ordinari, associati e ricercatori a tempo determinato nei ruoli per l’università rilanciando il titolo di dottore di ricerca come fondamentale per l’accesso alla dirigenza. Permanenza in servizio fino a 70 anni in maniera volontaria per i presidi veterani.

Oggi, 18 giugno 2020, Marcello Pacifico, segretario organizzativo Confedir e presidente Udir, è intervenuto al Cnel sulle proposte per la ricrescita del Paese. Il sindacalista ha presentato parte della relazione che lunedì ha già esposto al premier Giuseppe Conte, a Villa Pamphili

Marcello Pacifico, segretario organizzativo della Confedir e presidente Udir, ha partecipato alla riunione al Cnel, presentando le proposte utili a far ripartire il Paese, soffermandosi sulle misure ad hoc per la scuola, soprattutto inerenti alla sua riapertura a settembre, con le lezioni in presenza.

Il sindacalista ha sottolineato come la priorità sia quella di “capire come riaprire le scuole nel nuovo anno scolastico in sicurezza, senza più didattica a distanza, che comunque in questi mesi di emergenza Covid-19 ha permesso all’istruzione di non fermarsi, rendendo eroiche le azioni di docenti, alunni e famiglie. Adesso però bisogna tornare in classe”. Parlando delle soluzioni per poter partire al meglio, Pacifico ha affermato che “ci vogliono più organici, bisogna ridefinire il rapporto alunni-docenti, abbattere le classi-pollaio. Necessario poi igienizzare durante la giornata gli ambienti, da qui dunque l’urgenza di avere più personale Ata”.

Per quanto riguarda le responsabilità dei dirigenti scolastici, il presidente Udir ha sottolineato come “un preside ha bisogno che le sue scuole siano in sicurezza, spesso coordina molti plessi e deve essere posto nella condizione di fare il suo lavoro nel modo migliore possibile. Necessario, per permettere il distanziamento in classe, riattivare i 15mila istituti che in un decennio circa sono stati dismessi, ma occorre metterli in sicurezza, adesso, durante i mesi estivi. Dunque bisogna investire risorse già nel Decreto Rilancio. I presidi necessitano dunque di organici, classi e nuove sedi di dirigenza scolastica, oltre a un’importante strumento, lo scudo penale per il dirigente scolastico datore di lavoro, visto che sono tantissimi i capi d’accusa imputabili al ds. Inoltre, crediamo che sia importante anche valorizzare l’esperienza e la dedizione di una vita votata alla scuola: per questo chiediamo la permanenza in servizio fino a 70 anni in maniera volontaria per i presidi veterani”.

Per quanto riguarda il sostegno agli alunni diversamente abili, Pacifico ha detto che “è necessario far sì che ci sia organico di diritto per gli insegnanti di sostegno”. Si è soffermato anche sull’alto tasso di precarietà nella pubblica amministrazione e sugli stipendi dei lavoratori italiani molto inferiori rispetto a quelli dei colleghi europei.

Il segretario organizzativo Confedir ha anche discusso della situazione attuale del turismo e della possibilità di una nazione più verde e sostenibile: “Bisogna pensare a un piano di strumento economico che porti allo sviluppo e a investire sul patrimonio culturale. Dobbiamo tornare alla vocazione delle nostre tradizioni storico-culturali, indirizzandole verso la tutela dell’ambiente, la difesa del Made in Italy. Per far tutto ciò mi ricollego al discorso iniziale, la scuola: potenziamo lo studio della storia dell’arte, della storia, combattiamo la dispersione scolastica e per fare ciò modifichiamo il rapporto alunni-docenti. Non è possibile avere organici uguali dovunque: portiamo l’obbligo scolastico a 18 anni e anticipiamo l’ingresso in aula a 5 anni con un anno ponte”.

In conclusione, il sindacalista autonomo ha anche parlato di Università, affermando quanto sia importante “assumere ordinari, associati e ricercatori a tempo determinato nei ruoli per l’università, applicare la Carta europea dei ricercatori del 2005, mai contemplata in Italia. C’è una legge che afferma come per diventare dirigenti pubblici sia necessario avere un dottorato di ricerca, ma non viene applicata perché manca il decreto attuativo. Queste sono le nostre proposte e siamo sicuri che ripartire è possibile e necessario, basta mettere molto impegno, risorse e dedizione”.

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