Riapertura scuola, studenti protestano contro la Dad. Miozzo: non è il periodo per le aggregazioni. Psicologi, sono stressati

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“Al momento non abbiamo le informazioni, il panorama è abbastanza variabile, alcune regioni hanno preso provvedimenti, altre hanno mantenuto le decisioni dei presidenti, l’importante è che l’analisi dei problemi vada avanti, che non si consideri la Dad (didattica a distanza) una soluzione”.

A dirlo all’Ansa il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo.

La Dad – ha aggiunto – è un aiuto, uno strumento ma non è l’alternativa. Capisco da una parte la protesta degli studenti e il loro desiderio di far sentire la propria voce ma certo in questo periodo questo tipo di aggregazioni non si dovrebbero fare“.

Gli studenti in protesta

“Vi chiudiamo fuori come voi avete chiuso fuori noi”, scrive il Comitato in Difesa della Scuola, che la notta scorsa durante un blitz ha bloccato gli ingressi dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia con catene e lucchetti. “Dopo 8 mesi di immobilismo siamo ancora costretti a chiedervi più spazi, più trasporti, più assunzioni, più sicurezza, più soldi”, proseguono. L’azione vuole essere “un chiaro atto di attacco e denuncia a una classe politica divisa e senza prospettiva sociale”.

E chi vuole rimandare il rientro

Ma fra tutti c’è anche chi avrebbe preferito rimandare il rientro al prossimo lunedì. “Avrei preferito tornare il 25 gennaio”, dicono alcuni liceali del Righi di Bologna, e quindi rientrare quando lo aveva previsto l’ordinanza del governatore Bonaccini sospesa dal Tar a seguito di ricorso.

6 studenti su 10 dicono no alla Dad

Oltre 6 ragazzi su 10 fra i 14 e i 19 anni tengono molto alla didattica in presenza, anzi, il 54% ne soffre molto la mancanza. E’ questo l’esito dell’Indagine Cnop, incentrata sui disagi della didattica a distanza che può creare nei giovani. “La didattica a distanza non attutisce i danni dell’impossibilità di andare a scuola e porta soprattutto stress, noia, fatica”, spiega il presidente del Cnop, David Lazzari.

“Sono dati che devono farci riflettere e guidare il nostro operato. Uno spaccato di come i nostri ragazzi stanno vivendo questo momento”, commenta la ministra Lucia Azzolina, ricordando l’iniziativa dello psicologo a scuola attivata dal ministero, dopo la firma del protocollo d’intesa il 16 ottobre, e che “andrà avanti, in collaborazione con l’Ordine degli psicologi”, promette Azzolina.

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