Riapertura scuola con organizzazione diversa: aperta tutto il giorno, i docenti lavorano più ore. Lettera

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Inviata da Guido Regonelli – Da quasi un mese molti ragazzi in Italia non hanno più la possibilità di frequentare la scuola in presenza, trascorrono intere mattinate davanti allo schermo del computer o dello smartphone per seguire quella che viene chiamata DAD (didattica a distanza).

Con le scuole chiuse i nostri nostri adolescenti non possono frequentare i coetanei, vivere esperienze di autonomia o semplicemente muoversi: attività indispensabili per la crescita e lo sviluppo.

Le necessarie misure di contenimento della diffusione della pandemia stanno colpendo in particolare alcune fasce della
popolazione, tra cui proprio quella degli adolescenti che, paradossalmente, conta probabilità di decesso per Covid trascurabili.
La tutela della salute credo debba superare una visione dicotomica mente/corpo e considerare, invece, quanto condizioni psicologiche di disagio e di isolamento possano influenzare lo sviluppo psicofisico di soggetti ancora in crescita come
appunto gli adolescenti, ed essere considerate, nei casi più gravi, concause di fenomeni estreme quali l’autolesionismo ed il
suicidio, che purtroppo rimane la seconda causa di morte tra gli adolescenti stessi.

Sfortunatamente non disponiamo di tamponi e test rapidi per valutare la salute mentale o il disagio dei minori, ma come genitore ed insegnante sono molto preoccupato degli effetti negativi che la chiusura delle scuole ha ed avrà sulle giovani generazioni.
Vorrei ricordare che in Spagna, Germania, Francia e Regno Unito le scuole, seppur con restrizioni e quarantene, rimangono aperte.

Recentemente la Fondazione Agnelli ha lanciato un appello ”per evitare ai ragazzi un’altra lunga fase di mancanza di scuola,
con danni permanenti agli apprendimenti e alle competenze sociali ed emotive”; tra le ipotesi figurano, ovviamente, il
miglioramento dei trasporti ed un’organizzazione didattica “diversa, con piccoli gruppi stabili, turni e maggiore
scaglionamento di ingressi e uscite“ e “scuole aperte tutto il giorno, chiedendo ai docenti di lavorare più ore, ovviamente
retribuite”.
Proposte tanto semplici quanto sensate dovrebbero essere prese in considerazione per un piano realistico per la riapertura di tutte le scuole che, al momento, pare non esista.

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