Riapertura scuola a settembre, vertice senza la partecipazione degli insegnanti

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Ezio Sina, Presidente di APIDGE, Associazione professionale degli insegnanti delle Scienze giuridiche ed economiche – Il 4 giugno sono tutti intorno a un tavolo a Palazzo Chigi a parlare di Scuola: tutti, proprio tutti, ha commentato il Presidente del Consiglio.

E si sono confrontati per decidere di scuola la Ministra, alti burocrati, dirigenti scolastici, parti sociali, enti locali, rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Protezione Civile, del Comitato tecnico scientifico, del Forum delle associazioni studentesche, dei genitori, delle scuole paritarie e della Federazione italiana per il superamento dell’handicap.

Hanno deciso: tutti in classe a settembre per la didattica in presenza.

Nel contempo il presidente della Conferenza delle Regioni promette la mappatura sull’edilizia scolastica, la ministra Azzolina dà mandato ai suoi tecnici di contattare i sindaci per individuare strutture e spazi esterni (cinema, teatri, palestre), da utilizzare per le attività didattiche.

Ogni scuola dovrà infine declinare un proprio protocollo per organizzare la ripartenza.

Un vertice che, a parte i sindacati, non ha previsto la partecipazione di insegnanti, né delle associazioni professionali che li rappresentano.

Al Ministero dell’Istruzione intanto, per organizzare la didattica a distanza e ridefinire lo stesso mondo dell’Istruzione, sta lavorando un pool di diciotto “esperti” composto da un manipolo di presidi, da tecnici del digitale, della ricerca, della sanità, degli atenei pubblici e privati.

Tra loro una sola insegnante, nessuno del sindacato, né delle associazioni professionali degli insegnanti.

Insomma, è come se per decidere in tema di cucina e ristorazione avessero chiamato ministri, burocrati, albergatori, direttori di sala, camerieri, fornitori, consumatori e tanti altri, trascurando di invitare cuochi e ristoratori.

Buona fortuna Scuola italiana!

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