Riapertura GPS, aggiornamento terza fascia ATA, deroga dimensionamento ed esonero vicari DS. Legge Milleproroghe in Gazzetta Ufficiale

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Lo scorso 21 febbraio, il Decreto Milleproroghe, varato dal governo lo scorso 29 dicembre, è diventato legge dello Stato. Il provvedimento definitivo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. 

TESTO

TESTO COORDINATO

Riapertura GPS 2024-25 e 2025-26

Al decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2020, n. 41, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 2, comma 4-ter, recante disciplina in deroga delle procedure di istituzione di graduatorie e conferimento di supplenze, le parole: «e 2023/2024» sono sostituite dalle seguenti: «, 2023/2024, 2024/2025 e 2025/2026» e le parole: «il successivo aggiornamento e rinnovo biennale» sono sostituite dalle seguenti: «i successivi aggiornamenti e rinnovi biennali»

Il decreto prevede la proroga dell’Ordinanza del 2022 sulle GPS. Pertanto, sempre con ordinanza, il Ministero disciplinerà i nuovi inserimenti e l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze.  Al momento non sappiamo una data ma il Ministero ha lasciato intendere che si svolgerà in primavera. Venti giorni di tempo, chi potrà accedere con riserva

Il Ministero ha già presentato una BOZZA ai sindacati, in cui ha recepito le modifiche alla normativa per l’accesso alla seconda fascia GPS (non saranno più necessari i 24 CFU) ma mantiene inalterate le regole per le sanzioni e l’attribuzione delle supplenze tramite algoritmo. BOZZA requisiti seconda fascia GPS  – BOZZA requisiti infanzia e primaria –

GaE diventano biennali

Il Ministero vuole allineare la vigenza di Gae e GPS per cui è stato inserito nel Milleproroghe 2024 anche un emendamento che riporta la validità dei nuovi elenchi al biennio 2024/25 e 2025/26. Graduatorie GaE per il biennio 2024/26. A breve la domanda. Nuovi allegati per conteggio genere e percentuale riservisti. Chi può reinserirsi

Deroga dimensionamento scolastico

Il DL, approvato lo scorso 28 dicembre, ha prorogato al 5 gennaio 2024 il termine ultimo del 30 dicembre per l’approvazione da parte delle Regioni dei piani di dimensionamento consentendo alle stesse di avvalersi di un temporaneo meccanismo di flessibilità sugli accorpamenti: per il solo anno scolastico 2024-2025, infatti, sarà possibile incrementare il numero di autonomie scolastiche fino a un massimo del 2,5% rispetto al contingente definito dal Decreto 127 del 2023.

Al fine di garantire l’attuazione alla riforma R. 1.3 «Riorganizzazione del sistema scolastico» della Missione 4 – Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, all’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, dopo il comma 83-bis sono inseriti i seguenti: «83-ter. In deroga ai termini previsti dall’articolo 19, comma 5-quater, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 novembre 2011, n. 111, per il solo anno scolastico 2024/2025 le Regioni provvedono al dimensionamento della rete scolastica, entro e non oltre il 5 gennaio 2024, con le modalità previste dal presente comma.

Fermi restando il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le regioni definiti, per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, dal decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze n. 127 del 30 giugno 2023, le Regioni, per il solo anno scolastico 2024/2025, possono attivare un ulteriore numero di autonomie scolastiche in misura non superiore al 2,5 per cento del contingente dei corrispondenti posti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi definito, per ciascuna Regione, per il medesimo anno scolastico 2024/2025, dal citato decreto n. 127 del 2023, alle quali attribuire solo reggenze e senza un corrispondente incremento delle facoltà assunzionali. La facoltà di cui al presente comma è esercitabile anche dalle Regioni che hanno già provveduto al dimensionamento della rete scolastica ai sensi dell’articolo 19, commi 5-quater e 5-quinquies del decreto-legge n. 98 del 2011. In ogni Regione il numero di autonomie scolastiche attivate in misura non superiore al 2,5 per cento di cui al secondo periodo non rileva ai fini della mobilità e delle nomine in ruolo dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali ed amministrativi.

Per l’anno scolastico 2024/2025, a beneficio delle istituzioni scolastiche delle Regioni in cui non viene esercitata la facoltà di cui al presente comma sono messe a disposizione le risorse conseguentemente non utilizzate, individuate dal decreto di cui al secondo periodo del comma 83-quater, da destinare alla concessione di ulteriori posizioni di esonero o di semi esonero dall’insegnamento ai sensi del medesimo comma 83-quater.

Per l’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di 3,6 milioni di euro per il 2024 e di 7,2 milioni di euro per il 2025. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi, di cui alla legge 18 dicembre 1997, n. 440.

Di conseguenza,  Ecco i piani di dimensionamento scolastico approvati per l’anno scolastico 2024/25

Esoneri e semiesoneri per i vicari

Il milleproroghe 2024 estende la possibilità di richiedere l’esonero o il semi esonero anche alle istituzioni scolastiche interessate dall’accorpamento.

A decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, la facoltà di richiesta della concessione dell’esonero o del semi esonero dall’insegnamento di cui al comma 83-bis è riconosciuta anche alle istituzioni scolastiche oggetto di accorpamento a seguito del dimensionamento della rete scolastica. Con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definiti parametri, criteri e modalità per l’individuazione, su base regionale, delle istituzioni scolastiche di cui al primo periodo, ovvero affidate in reggenza, che possono avvalersi della predetta facoltà, nel rispetto del limite di spesa di 14,48 milioni di euro per l’anno 2024 e di 13,82 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025.

Per l’istituzione della figura dei vicari è previsto un investimento di 21 milioni di euro annui.

Graduatorie ATA III fascia, aggiornamento nel 2024

Le graduatorie ATA di terza fascia si aggiorneranno quest’anno, verosimilmente in primavera (tra maggio e giugno) e con la possibilità, anche per chi si iscrive per la prima volta, di acquisire, entro un anno, la nuova certificazione di alfabetizzazione informatica così come previsto dal CCNL 2019-21. 

Ricordiamo che il titolo è diventato requisito di accesso insieme al titolo di studio per tutti i profili tranne per il collaboratore scolastico. La disposizione entrerà in vigore il prossimo 1° maggio.

Maturità 2024PCTO non sarà requisito per ammissione

Anche per il 2024 i PCTO, cioè i percorsi di alternanza scuola-lavoro, dovrebbero rimanere esclusi dai requisiti per l’ammissione all’esame di Stato nella scuola secondaria di II grado. Si tratta di un emendamento proposto direttamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito che dunque proroga le disposizioni già previste lo scorso anno.

Lincei per la scuola, 25o.000 euro per il 2024

Al fine di garantire la prosecuzione delle attività della Fondazione “I Lincei per la scuola” presso l’Accademia nazionale dei Lincei, la disposizione di cui all’articolo 1, comma 385, lettera h), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, riguardante interventi finanziari a favore degli italiani nel mondo, relativa alla predetta Fondazione, è prorogata per l’anno 2024.

Pareri del CSPI

Viene prorogato quanto disposto dalla legge n. 41/2020, per cui fino al 31 dicembre 2024 il CSPI Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione rende il proprio parere entro sette giorni dalla richiesta del Ministero.

Prescrizione contributi

Proroga di un anno per la prescrizione dei contributi dei dipendenti pubblici non versati all’Inps dalle rispettive amministrazioni.

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