Riapertura a settembre, “abbiamo bisogno di collaboratori scolastici per scuole aperte fino alle 11 di sera, più che docenti”

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“Tutti in classe”, oggi su Radio1 si è parlato di rientro a scuola a settembre. Come si riporteranno nelle aule un miliardo e mezzo di studenti, questo il tema che va oltre i confini nazionali e ha analizzato anche le strategie di altri paesi europei.

Tra gli ospiti anche Amanda Ferrario, nota dirigente scolastica della provincia di Varese, nonché membro della task force che ha elaborato le linee guida per il rientro a settembre che sono state recepite dal Ministero dell’istruzione.

Secondo la Ferrario, un elemento di crisi potrebbe essere il personale ATA, dal momento che il lavoro più gravoso “sarà – ha detto la Ferrario – l’igienizzazione dei locali (bagni, giardini, classi, palestre etc)

Problema amplificato dalla “dilatazione” del tempo scuola. Infatti, la possibilità di scaglionamento degli ingressi e di conseguenza la modifica del tempo scuola porterà ad un prolungamento dell’apertura “fino alle 11 di sera, per chi, ad esempio, ha anche i corsi serali

Cogente diventa, quindi, la questione del personale per il quale il Parlamento ha stanziato fondi aggiuntivi. Si, tratta, ricordiamo, di uno stanziamento che punta ad attivare nuovi posti per il personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni.

Si tratta di posti, però, non disponibili per le assegnazioni e le utilizzazioni di durata temporanea. Inoltre, in caso di sospensione dell’attività in presenza, i relativi contratti di lavoro saranno risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo.

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