Riapertura a gennaio, Battiston: alcune Regioni più a rischio, peggio di settembre

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“Oggi ci troviamo in una situazione molto variegata”, lo spiega il fisico Roberto Battiston dell’Università di Trento.

“Ci sono Regioni come Toscana, Umbria e Valle d’Aosta, che sono riuscite a ridurre drasticamente il numero di infetti attivi; altre, come Veneto e Trentino, dove il motore dell’epidemia è ancora attivo con l’indice Rt appena sopra 1; altre ancora, come Puglia e Sardegna, che stanno registrando adesso il picco di infetti attivi dopo che si è spenta la fiammata della seconda ondata”.

Proiettando questi dati al 7 gennaio, scrive Ansa, e partendo dal presupposto che le misure restrittive previste per le festività vengano rispettate, emerge che “alcune Regioni come Toscana, Piemonte e Lombardia potranno affrontare la sfida della riapertura con un margine di sicurezza probabilmente migliore di quello dello scorso settembre, dal momento che avranno un Rt più basso e un numero di infetti confrontabile o di poco inferiore”, precisa Battiston.

“Ci sono poi casi intermedi come quello del Lazio, dove rispetto a settembre l’Rt potrebbe essere più basso a fronte però di un numero di infetti attivi maggiore. Infine ci sono Regioni più a rischio, come Puglia e Sardegna, dove la riapertura potrebbe essere troppo vicina al massimo del picco e quindi peggiore che a settembre”. Capitolo a parte per Veneto e Trentino, “dove rimane difficile fare previsioni dato che il numero di nuovi positivi è ancora in crescita”.

Oggi, dopo l’ok dalla Conferenza Unificata alla ripartenza delle scuole il 7 gennaio, si è optato per un rientro in aula graduale per il 50% degli studenti e non più per il 75, come inizialmente previsto dal Dpcm del 3 dicembre.

Riapertura scuole 7 gennaio: sì lezioni in presenza, all’inizio al 50% [BOZZA intesa, nota Ministero ]

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