Revisione del voto in condotta, Veladiano: “Provvedimento politico, profitto e condotta sono pere e mele da non mischiare”

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Tra le misure annunciate nel recente disegno di legge approvato lunedì dal governo, spiccano l’introduzione del voto in condotta anche nelle scuole medie e l’impiego di attività di cittadinanza solidale come alternativa alle sospensioni disciplinari.

Le decisioni arrivano in seguito a episodi di comportamenti problematici da parte degli studenti e talvolta degli stessi insegnanti.

Nel corso del programma radiofonico “Tutta la città ne parla” su Rai Radio 3, l’ex insegnante e scrittrice Mariapia Veladiano ha messo in discussione l’efficacia delle nuove normative. Secondo Veladiano, le decisioni prese sembrano più votate a soddisfare un’agenda politica piuttosto che ad affrontare i problemi reali della scuola. Si tratta di misure che, sebbene ben intenzionate, rischiano di essere disordinate e superficiali.

Una delle critiche più significative è l’idea di mescolare il voto in condotta con il rendimento scolastico. Questa associazione potrebbe distorcere la finalità educativa della scuola. “Profitto e condotta sono pere e mele da non mischiare,” sottolinea Veladiano. E non è da meno la questione del”rafforzamento dell’autorevolezza dei docenti”, un obiettivo che non può essere raggiunto per legge ma attraverso un processo formativo.

Oltre a queste critiche, Veladiano sottolinea come la scuola stia affrontando una “complessità sociale” per cui sembra non essere preparata. Il numero elevato di studenti per classe, l’assenza di strumenti di supervisione per gli insegnanti e la mancanza di un vero e proprio intervento educativo sono tutti fattori che contribuiscono a creare un ambiente scolastico instabile.

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