Revisione dei profili ATA e assistenza alunni con disabilità: a che punto siamo

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Si cerca di ridisegnare un nuovo ordinamento professionale ATA, ma i lavori procedono a rilento e dopo più di due anni dalla firma del Contratto le interlocuzioni non hanno ancora portato ad un punto fermo. Analizziamo lo stato dell’arte.

Si parla quindi di seconda posizione economica, passaggi di qualifica, assistenti tecnici da assicurare ad ogni scuola del primo e secondo ciclo, attivazione degli organici per l’area C e per l’area AS.

L’art .34 del CCNL 2018 ha previsto una commissione ad hoc per l’ordinamento professionale del personale ATA, con i seguenti compiti:

  1. a) analisi delle caratteristiche dell’attuale sistema di classificazione professionale, anche in chiave di raffronto con quelli vigenti in altri settori pubblici e privati o in altre istituzioni scolastiche ed educative dei Paesi europei;
  2. b) valutazione di efficacia ed appropriatezza di tale sistema, con riferimento all’organizzazione del lavoro, alle funzioni e alla struttura delle istituzioni scolastiche;
  3. c) verifica delle declaratorie di area, in relazione ai cambiamenti dei processi lavorativi, indotti dalle innovazioni di servizio o processo e dalle nuove tecnologie, ed alle conseguenti esigenze di fungibilità delle prestazioni e di valorizzazione delle competenze professionali;
  4. d) verifica della possibilità di rappresentare e definire in modo innovativo i contenuti professionali, di individuare nuove figure professionale, nell’ottica di sostenere i processi di cambiamento organizzativo e di incentivare comportamenti innovativi;
  5. e) verifica del sistema di progressione economica all’interno delle aree al fine di valorizzare le competenze professionali acquisite e l’esperienza professionale maturata.

Nella riunione del 4 dicembre’19 l’ARAN aveva chiesto un modello semplificato di classificazione dei profili ATA:

  • definizione delle declaratorie di area ad oggi mancanti e possibilità di accorpamento per alcune di esse;
  • valorizzazione tramite il sistema di incarichi come modalità per il riconoscimento di maggiori responsabilità;
  • riattivazione di elementi dinamici come le posizioni economiche/retributive, connesse allo svolgimento di attività che richiedono un maggior grado di responsabilità e qualificazione professionale.

L’obiettivo è quello di arrivare a licenziare, tramite il confronto con i sindacati, un documento -possibilmente condiviso – sulle ipotesi di una revisione dei profili ATA che sarà utile al Ministero per predisporre gli atti di indirizzo ai fini di un eventuale riavvio del tavolo negoziale, dove sarà possibile ridisegnare un nuovo ordinamento professionale ATA.

Nella riunione di Mercoledì 14 ottobre’20 l’ARAN ha ribadito che, pur rilevando alcuni aspetti di criticità presentati dai sindacati, il lavoro della Commissione paritetica deve essere fatto in vigenza di norme e di risorse a disposizione.

Tuttavia, è stato convenuto dalle parti di proseguire gli incontri su due direzioni specifiche:

  • compiere un approfondimento sull’assistenza alla disabilità a scuola, nei termini della gestione sanitaria nei confronti di questi alunni che, attualmente è supportata dalle posizioni economiche e dagli incarichi specifici dei Collaboratori scolastici, dato che il sistema attuale non consente di prevedere una figura professionale specifica da destinare a questo compito. Il tema che resta aperto, anche in questo caso, è sempre quello delle risorse a disposizione del Fondo dell’istituzione scolastica, che è dimezzato ed oggi, è totalmente insufficiente a far fronte anche alle richieste date dall’incremento del personale neoassunto nella scuola;
  • suddividere il tema della struttura del sistema di classificazione che è a costo zero, da quello che attiene agli inquadramenti, laddove si possono individuare delle soluzioni condivise, portando avanti anche dei ragionamenti di quantificazione delle risorse necessarie e delle simulazioni per verificare quanto questo potrebbe impattare sotto il profilo economico. Quindi, quante risorse dovrebbero essere stanziate per renderlo realizzabile e verificare quali potrebbero essere le possibilità di investimento sulla scuola.

Nell’ultima riunione di mercoledì 18 novembre’20, secondo quanto comunicato nel resoconto FLC CGIL,  sul tema dell’assistenza alle disabilità in ambito scolasticol’ARAN ha evidenziato come il quadro normativo esistente porti a mantenere separate e diversificate le competenze specialistiche da quelle di base e che, ai fini dell’integrazione degli alunni disabili, sia prevista una sinergia coordinata tra i servizi sanitari delle ASL, degli Enti locali e delle scuole.

La normativa rinvia a degli appositi accordi di programma e chiarisce che lo Stato deve garantire, attraverso l’Amministrazione scolastica, oltre alla funzione di assistenza e sostegno didattico, anche la definizione di un organico del personale ATA che tenga conto, tra i criteri di assegnazione, della presenza e del numero di alunni in situazione di disabilità.

Restano ferme le diverse competenze dei Collaboratori scolastici (che danno il supporto di base) dalle figure, che devono essere messe a disposizione dagli Enti locali e dalla Sanità, e che devono fornire il supporto di tipo specialistico.

Pertanto, l’assistenza di base rimane di competenza della scuola, mentre l’assistenza specialistica e la somministrazione dei farmaci (in cui il personale scolastico può essere solo volontariamente coinvolto, a condizione che non sia richiesto il possesso di abilitazioni specialistiche di tipo sanitario e che la ASL garantisca un percorso di formazione ad hoc) spettano agli Enti locali e alle ASL. Le Regioni stanziano delle apposite risorse volte a finanziare queste attività.

Quindi, dal momento che la legge attribuisce ad altre Amministrazioni questa attività, dando finanziamenti ad hoc, non è possibile immaginare l’introduzione di ulteriori profili professionali specialistici a scuola.

Resta ferma, dunque, la proposta di indennizzare con la contrattazione di istituto, i lavoratori che, volontariamente, si assumono l’onere di svolgere le attività di assistenza base alla persona con responsabilità o impegno maggiore, in modo coerente alla legislazione vigente.

Assistenti tecnici in ruolo dal 1° settembre 2021 nelle scuole del primo ciclo

La situazione relativa alla presenza degli assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo ha trovato invece sblocco nella Legge di Bilancio 2021, al momento al vaglio del Parlamento.

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