Revisione classi di concorso e Tfa sostegno. Appello al ministro Bianchi. Lettera

WhatsApp
Telegram

Inviato da Jessica Ciofi – Avendo appreso dalla stampa l’intenzione di una imminente revisione delle classi di concorso,  sono a proporre l’introduzione di due modifiche sostanziali che andrebbero a beneficio sia della qualità dell’insegnamento che dell’accesso al mondo del lavoro di professionisti qualificati per le mansioni che vanno a svolgere, con una inevitabile ricaduta positiva sugli studenti.

La prima consiste nella suddivisione della classe A18.

Attualmente hanno accesso all’insegnamento per tale classe di concorso i laureati in:

Filosofia, lettere, pedagogia, psicologia, scienze della comunicazione, scienze politiche sociologia e storia.

Ognuno naturalmente integrando una serie di esami nelle materie che inevitabilmente non conoscono, per poter andare ad insegnare una materia denominata filosofia e scienze umane.

Con quali risultati però un laureato in scienze politiche integrando qualche esame potrà andare ad insegnare magari filosofia in un liceo classico? E con quali risultati un laureato in storia, integrando qualche esame insegnerà psicologia nel liceo di scienze umane?

Dunque credo che senza nulla togliere alla buona volontà di chi si cimenta nell’insegnamento di materie per le quali non ha svolto un percorso specifico, con ogni probabilità i risultati sugli studenti sarebbero migliori se gli insegnanti facessero docenza su quanto hanno potuto studiare e approfondire durante il proprio percorso.

Da cittadina, da madre, da psicologa, sono quindi a chiedere che ci siano classi di concorso specifiche per insegnare materie specifiche. Meglio se gli storici insegnano storia, i filosofi filosofia, gli psicologi psicologia e così via.

La seconda questione riguarda invece l’accesso al TFA sostegno

Ogni anno assistiamo purtroppo impotenti alla mancanza ormai strutturale di insegnanti di sostegno e ogni anno puntualmente vengono assunti insegnanti con le MAD provenienti dai più svariati percorsi formativi, dall’alberghiero a ragioneria, che vengono messi senza alcuna competenza a seguire ragazzi con disturbi autistici, disturbi dello sviluppo e così via.

A fronte di un TFA sostegno per la cui selezione (che vede ogni anno rimanere fuori migliaia di docenti che aspirerebbero a formarsi) viene richiesto il possesso di una classe di concorso e successivamente, se ammessi, un corso intensivo.

In tutto questo non tenendo in alcuna considerazione il fatto che chi ha di base una laurea in psicologia molte delle competenze richieste le ha già acquisite nel proprio percorso, per cui la frequenza del TFA diventa in parte una ripetizione di nozioni già possedute.

Due quindi le richieste su questo tema: la prima è che gli psicologi possano avere una via preferenziale nelle MAD quando si tratta di assumere insegnanti di sostegno con tale modalità, credo che le famiglie di molti bambini e bambine, ragazzi e ragazze, potrebbero condividere tale scelta.

La seconda è che per la frequenza del TFA vengano riconosciuti una serie di CFU a chi abbia una laurea in psicologia di partenza. Diventa infatti un enorme dispendio di energie e di soldi formare chi è già parzialmente formato e lasciare fuori chi invece vorrebbe formarsi.

Del resto il riconoscimento dei CFU già avviene nei passaggi tra corsi di laurea e master, presumo dunque che potrebbe avvenire anche con il TFA Sostegno.

Nella speranza che tali proposte possano trovare ascolto, sono a porgere cordiali saluti.

WhatsApp
Telegram

Concorso a cattedra ordinario secondaria, il corso Orizzonte Scuola: aggiornato con esempi di prova orale già pronti e simulatore EDISES per la prova scritta. A 150 EURO