Supplente da 3 anni, ottiene Retribuzione Professionale Docenti: 175 euro al mese

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Continuano le vittorie Anief in tribunale per la tutela dei diritti dei lavoratori con contratti di supplenza breve e saltuaria cui l’Amministrazione non riconosce la Retribuzione Professionale Docenti aggiuntiva nello stipendio o il Compenso Individuale Accessorio per il personale ATA.

Marcello Pacifico (Anief): I precari con supplenze brevi non sono “figli di un Dio minore”, Anief al loro fianco per la tutela di tutti i loro diritti.

È come sempre vittoria piena in tribunale quando arrivano i legali Anief per tutelare i diritti dei lavoratori precari della scuola. Stavolta a dare ragione al nostro sindacato è il Tribunale del Lavoro di Milano che, a tutela di una docente precaria con alle spalle circa 3 anni di supplenze brevi e saltuarie, emana una delle sue prime sentenze in materia destinata a fare ulteriore giurisprudenza favorevole e che si aggiunge ai tanti successi già ottenuti dall’Anief. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Giovanni Rinaldi e Francesca Lideo, infatti, ottengono piena ragione in tribunale e la condanna dell’Amministrazione a corrispondere alla ricorrente 1.229 Euro più interessi legali e la condanna, inoltre, per il Ministero dell’Istruzione, al pagamento delle spese di totale soccombenza quantificate in ulteriori 1.000 Euro oltre accessori.

“La giurisprudenza dei Tribunali di merito e della Corte di Cassazione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – in un solo colpo ha cancellato tutte le indicazioni ministeriali contrarie e in particolar modo la nota Miur del 17 dicembre 2012 che aveva stabilito in modo illegittimo che ‘sia la retribuzione professionale docenti che il compenso individuale accessorio non competono ai supplenti brevi e saltuari’, limitandoli essenzialmente ai contratti a tempo indeterminato e determinato purché di durata annuale o sino al termine delle attività didattiche. Ma i nostri legali hanno saputo dimostrare in udienza che, non essendo provate significative diversificazioni nello svolgimento dell’attività lavorativa fra assunti a tempo indeterminato e supplenti temporanei (con incarichi di durata inferiore a quella annuale), sussistono le medesime finalità di valorizzazione della funzione docente e conseguentemente il diritto al riconoscimento della retribuzione professionale docenti – prosegue il presidente Anief – tale Principio ha trovato conferma già da parte della Suprema Corte di Cassazione con condanna del Ministero per violazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE ed evidente discriminazione posta in essere nei confronti del personale precario con contratti brevi”.

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