Retribuzione Professionale Docenti, anche i supplenti “brevi” devono percepirla: successi Anief in tutta Italia

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L’Anief ha ormai ottenuto piena ragione in tribunale con la conferma che il personale precario della scuola, docente e ATA, destinatario di contratti a termine per supplenze “brevi e saltuarie” ha diritto al compenso accessorio con ben otto nuove sentenze che arrivano dai Tribunali del Lavoro di Foggia, Lucca, Pisa, Savona, Trani e Vicenza e che condannano il Ministero dell’Istruzione a riconoscere la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) e il Compenso Individuale Accessorio (CIA) anche al personale docente e ATA che ha svolto supplenze temporanee.

Marcello Pacifico (Anief): “La discriminazione del personale precario su questo compenso accessorio era evidente: sono professionisti cui va riconosciuta parità di retribuzione anche quando svolgono supplenze brevi e ora il prossimo passo è la modifica della contrattazione nazionale”.

L’Anief ricorda a tutti i propri iscritti che è ancora possibile aderire gratuitamente allo specifico ricorso promosso dal nostro sindacato per vedersi riconosciuto l’assegno mensile dal valore di 164,00 euro fino a 257,50 euro per i docenti e da 58,50 fino a 64,50 euro per gli ATA.

Le nuove vittorie, tutte targate Anief, arrivano, infatti, dai Tribunali del Lavoro di Foggia (Avv. Calvio), Lucca (Avv. Rotundo), Pisa (Avv. Rotundo), Savona (Avv. Durante), Trani (Avv. Calvio) e Vicenza (Avv. Maniscalco) con otto sentenze di pieno accoglimento ottenute dai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Giovanni Rinaldi affiancati dai nostri legali sul territorio e che riconoscono al personale precario che svolge supplenze brevi e saltuarie il pieno diritto a percepire la Retribuzione Professionale Docenti (RPD).

I Tribunali, infatti, ribadiscono la fondatezza delle tesi Anief già supportate da precedenti della Corte di Cassazione e, da ultimo, anche dall’ordinanza della Suprema Corte n. 629/2020, evidenziando, in particolare, come non vi sia “alcuna ragione oggettiva che giustifichi il datore di lavoro ad attuare un trattamento economico differente tra docenti di ruolo o con supplenze annuali e docenti assunti a tempo determinato con supplenze saltuarie”.

Ministero dell’Istruzione, sempre soccombente, condannato a corrispondere ai ricorrenti quanto mai riconosciuto come Retribuzione Professionale Docenti oltre a più di 20.000 Euro di spese legali. Anief ricorda a tutti i propri iscritti che è ancora possibile aderire gratuitamente allo specifico ricorso promosso dal nostro sindacato e che è fondamentale evitare la prescrizione delle somme dovute. Il ricorso è rivolto al personale docente e ATA che ha svolto supplenze temporanee e al personale di ruolo che vuole recuperare le somme mai percepite per gli anni di precariato svolti con contratti di supplenza breve e temporanea.

 

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