Retribuzione dirigenti scolastici, Rembado (ANP): adeguarla a quella dirigenti ruolo unico

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Il Presidente dell’ANP Giorgio Rembado ha scritto una lettera ai ministri Giannini e Madia, avente per oggetto la retribuzione dei dirigenti scolastici o meglio la differenza tra questa e quella dei dirigenti del ruolo unico.

La differenza suddetta, ricorda Rembado, non riguarda la retribuzione tabellare ma  solo le voci retributive relative alla posizione e al risultato, e deriva, com’è noto, dal fatto che sino al 2000, quando è entrata in vigore l’autonomia, i dirigenti svolgevano solo la funzione direttiva.

Oggi, però, non ha più motivo d’esistere la summenzionata differenza di retribuzione, considerate le numerose e gravose responsabilità che hanno ormai gli ex Presidi.  Tra tali responsabilità vengono ricordate: la qualifica datoriale in materia di sicurezza, la rappresentanza legale della istituzione scolastica, la titolarità delle relazioni sindacali (si tratta dell’unica dirigenza non generale investita di tali funzioni), l’altissima esposizione sociale veicolata dai numeri tipici delle scuole (in media 1000 studenti con 1000 famiglie), l’ampiezza degli organici da gestire (in media 150 dipendenti tra docenti e non docenti) per giungere, infine, ai compiti introdotti dalla legge 107/2015, primo fra tutti la chiamata diretta.

Per i motivi su esposti, l’ANP chiede alla Giannini e alla Madia di impegnarsi per reperire, nella prossima Legge di Stabilità, le risorse necessarie ad un’adeguata retribuzione dei dirigenti scolastici, uguale a quella dei dirigenti del ruolo unico, e  affinché vengano attivate le operazioni propedeutiche al rinnovo del Contratto.

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