Retribuire il lavoro sommerso dei docenti. Lettera

Stampa
ex

Inviato da Mario Bocola – Quante sono le ore effettive di lavoro di un docente?

Se provassimo a dare ascolto ai pareri ed alle opinioni dei non addetti ai lavori, quasi tutti affermano che i docenti lavorano poco e, quindi, di conseguenza guadagnano poco.

La realtà, invece, è un’altra e ci dice che lo stipendio dei docenti non è corrispondente al profilo professionale e non tiene affatto conto della responsabilità sugli alunni, compreso il gravoso compito della sorveglianza assidua in tutti i momenti della vita scolastica (compresa la ricreazione).

I 100 euro ventilati a voce e non per iscritto nell’intesa Governo –Sindacati rappresentano una “miseria” di fronte alle responsabilità. Tuttavia è bene precisarlo ancora una volta che la stragrande maggioranza di chi non conosce e vive quotidianamente il mondo della scuola prende in considerazione solo le diciotto ore settimanali di lezione frontale, senza minimamente considerare il lavoro silenzioso dei docenti, quello casalingo, cioè il lavoro che si fa, ma che non si “vede”, cioè quello che va dalla correzione degli elaborati, alla progettazione annuale, alla preparazione delle verifiche scritte e delle lezioni, Si tratta di un monte ore di lavoro che non sono riconosciute dallo Stato, ma che rientrano nelle attività funzionali all’insegnamento.

Per poi aggiungere tutte le riunioni degli organi collegiali quali i collegi dei docenti, i consigli di classe (ordinari e straordinari), le riunioni di dipartimento.

Se provassimo a sommare tutte le ore trascorse a scuola arriviamo a oltre 36 ore settimanali di lavoro. Altro che diciotto!

Fatto sta che questo lavoro meriterebbe di essere retribuito come avviene negli altri comparti della Pubblica Amministrazione.

Stampa

Dattilografia + ECDL: 1,60 punti per il personale ATA a soli 160€!