Rete Studenti: scuole in grave difficoltà per smantellamento province. Domani in piazza

di redazione
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comunicato Rete Studenti – Apprendiamo tramite comunicato stampa dello sciopero unitario indetto da FP CGIL, UIL FPL E CISL FP per il 6 ottobre contro lo smantellamento degli enti locali a seguito della riforma del Ministro Delrio.

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: “Anche noi, come studentesse e studenti e in primis come cittadini di questo Paese stiamo vivendo sulla nostra pelle il disagio causato dalla riforma che vede il riordino degli enti locali. Frequentiamo quotidianamente strutture scolastiche fatiscenti, prive molto spesso dei requisiti minimi di agibilità, di quelli igienico sanitari e di sostenibilità. Siamo costretti a studiare in luoghi che mettono a rischio la nostra incolumità a causa dei tagli in materia di edilizia scolastica che negli anni sono stati perpetrati dai precedenti Governi.

Anche volendo riconoscere una volontà da parte dell’attuale Governo di invertire la rotta, siamo convinti che i fondi siano ancora insufficienti e che serva un reale piano pluriennale di risanamento delle condizioni di edilizia scolastica.”

“In tutto questo – continua Giammarco Manfreda – l’attuale situazione in cui versano gli enti locali, una situazione di incapacità politica ed economica, non fa altro che complicare la ricerca di una risoluzione. Le competenze di gestione e manutenzione dei nostri edifici scolastici sono ancora completamente in capo alle province, che però si scontrano con l’impossibilità di agire direttamente anche nei casi più emergenziali e che devono quindi rivolgersi direttamente alle regioni, a cui vengono destinati direttamente i fondi. Per questo aderiamo anche noi allo sciopero indetto dalle categorie dei lavoratori pubblici dei tre sindacati confederali, appoggiandolo con azioni di studentesse e studenti nei nostri territori”

La sicurezza dei luoghi d’istruzione è il primo passo verso la reale realizzazione del diritto allo studio per tutte e tutti, non possiamo ancora rischiare la nostra incolumità durante le ore di studio.

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