Rete Studenti Medi Marche: giù la maschera, non è questo il cambiamento

di redazione
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Rete degli Studenti Medi – “Giù la maschera – Non è questo il cambiamento”: lo abbiamo detto ieri, 15 novembre, a San Benedetto del Tronto, con centinaia di studenti che sono scesi in piazza, e lo grideremo oggi, 16 novembre, in un corteo studentesco a Fermo, che avrà inizio alle ore 9:00 in Piazza del Popolo, e ad Ancona, con un sit-in a partire dalle ore 10:00 in Piazza Roma, che verrà replicato anche sabato 17 alle ore 17:30.

Sami Ghanmi, Coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Marche, dichiara: “Chiediamo che questo Governo metta giù la maschera e dica come stanno le cose riguardo ai fondi sull’istruzione pubblica. Non è accettabile che si promettano investimenti per fare propaganda e che pochi giorni dopo saltino fuori 29 milioni di euro di tagli: 14 sulla scuola, 15 sull’università.”

In questi giorni ci mobilitiamo in tutte le Marche perchè siamo convinti che cambiare il nome e ridurre le ore di alternanza non risolverà il problema dello sfruttamento. Ogni giorno, come studenti, paghiamo le conseguenze di percorsi mal strutturati e poco formativi. E i 56 milioni “risparmiati” col taglio delle ore, dove finiranno? Diciamo basta alla propaganda sulla pelle degli studenti!

Denunciamo poi la manovra “Scuole Sicure”, che continua a spacciare per sicurezza l’installazione delle telecamere e i cani antidroga fuori dalle scuole, ma continuiamo a ripeterlo: a “spacciare morte” gli edifici pericolanti in cui studiamo. I fatti che hanno riguardato l’ITIS Montani di Fermo ormai 8 mesi fa lo dimostrano: è arrivato il momento di dedicare fondi alle strutture scolastiche, per la loro messa in sicurezza e per il loro riammodernamento. La scuola sicura è quella che non ci crolla in testa!

Infine, chiediamo che venga ripresa in mano la discussione sul diritto allo studio nella nostra Regione e in tutto il Paese: migliaia di studenti e di famiglie sono costretti a sostenere ogni anno, spesso con difficoltà, costi elevatissimi per i libri scolastici e per il sistema di trasporto pubblico locale che presenta spesso disagi e disservizi e che perciò, non garantisce un servizio di qualità a tutti quegli studenti che ne usufruiscono ogni giorno.

Ghanmi conclude: “Giù la maschera sul diritto allo studio. Ogni anno spendiamo migliaia di euro per libri, trasporti, materiale scolastico e per il trasporto pubblico locale. Chi non li ha, troppo spesso è costretto a lasciare la scuola: sono 150mila gli studenti che ogni anno abbandonano. E in Italia, nella giornata internazionale del diritto allo studio, si preferisce fare condoni agli evasori fiscali anzichè stanziare fondi per creare una Legge Nazionale sul diritto allo studio.”

Non è questo il cambiamento.

Giù la maschera!

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