Rete Studenti Medi. Il bullismo non è uno scherzo tra i ragazzi, ma un atto di violenza

di Giulia Boffa

Comunicato Rete Studenti Medi – Apprendiamo a mezzo stampa che durante una gita scolastica a Roma, alcuni ragazzi e ragazze di una classe di un Liceo di Cuneo, hanno inveito con atti di bullismo contro un loro compagno. Lo hanno deriso, lo hanno spogliato, lo hanno rasato in alcune parti del corpo, lo hanno coperto di caramelle. Oltre a ciò l’episodio è stato filmato e reso virale tra i compagni di scuola, una volta tornati a Cuneo.

Comunicato Rete Studenti Medi – Apprendiamo a mezzo stampa che durante una gita scolastica a Roma, alcuni ragazzi e ragazze di una classe di un Liceo di Cuneo, hanno inveito con atti di bullismo contro un loro compagno. Lo hanno deriso, lo hanno spogliato, lo hanno rasato in alcune parti del corpo, lo hanno coperto di caramelle. Oltre a ciò l’episodio è stato filmato e reso virale tra i compagni di scuola, una volta tornati a Cuneo.

In poco tempo la notizia è arrivata ai genitori della vittima e alla scuola che ha deciso di punire i 14 ragazzini coinvolti con una sospensione da 5 a 15 giorni e attribuendo loro 4 in condotta.

Di conseguenza le madri di questi ragazzi hanno criticato fortemente la Presidenza della Scuola in quanto ritengono che sia un atto esagerato, che a loro dire si trattava “solo di uno scherzo”, che “non si voleva fare male a nessuno”.

Dichiara Alberto Irone, Portavoce della Rete degli Studenti Medi: ” Ogni tipo di bullismo, è grave di per sè e non può essere inserito in una scala di gravità. Il fatto che la vittima non abbia subito danni fisici, non significa che quest’atto di bullismo non abbia provocato uno sconvolgimento psicologico al ragazzo.

Riteniamo assai grave la reazione delle madri alla sospensione dei figli coinvolti negli atti di bullismo: non si può minimizzare il fatto sostenendo che nelle caserme avviene di peggio. La scuola non è una caserma, ma una comunità in cui si impara a condividere percorsi di vita insieme. Da parte di un genitore non accettiamo che non si comprenda quanto gli atti di bullismo incidano sulla serenità fisica e psicologica di una ragazzo nel pieno della fase di crescita.”

Continua Irone:” Allo stesso tempo crediamo che la Scuola abbia un gap per quanto riguarda la formazione sugli atti di violenza e bullismo. Noi crediamo che i soli atti punitivi non bastino per una crescita consapevole degli studenti, ma che vadano accompagnati da percorsi strutturati per far comprendere loro il valore dello stare insieme, del non discriminare chi si ritiene diverso.”

Conlude Irone:”crediamo quindi che i genitori che hanno esposto le lamentele debbano comprendere che non si tratta solo di scherzi tra ragazzi, ma di azioni gravi che incidono anche psicologicamente su chi li subisce. Inoltre auspichiamo, e chiediamo un impegno forte al MIUR, che si costruiscano percorsi di formazione, innanzitutto di prevenzione, sul bullismo, perchè è ora di smettere di sottovalutare tale fenomeno, che ogni giorno procura sempre più vittime tra gli studenti di questo paese.”

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