Rete Nazionale TSSS. Richiesta di rinvio dell’applicazione della Riforma degli Indirizzi Professionali

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Inviato da Francesco Bussi  – La Rete Nazionale degli Istituti a indirizzo Socio Sanitario – che comprende al suo interno scuole presenti in tutto il territorio nazionale, dal Trentino alla Sicilia e ha riunito il Coordinamento Nazionale lo scorso 28 novembre a Firenze, presso l’USR Toscana – rivolge alla Ministra Valeria Fedeli la richiesta di rinvio dell’attuazione della Riforma degli Istituti Professionali, in relazione in particolare all’Indirizzo Servizi per la sanità e l’assistenza sociale.

Nell’ambito di una costante e fattiva interlocuzione dialettica tra la Rete e il Ministero, finalizzata al perfezionamento del disegno di Riforma dell’Istruzione Professionale, si sono evidenziate purtroppo significative criticità, che rendono imprescindibile tale richiesta.

In primo luogo siamo di fronte ad un problema di carattere “tecnico”: l’iter della Riforma non ci consente di presentare alle famiglie e agli studenti chiare indicazioni sull’organizzazione e tanto meno sulle prospettive del nostro corso mentre la delicata attività di orientamento è già in fase avanzata. Può sembrare un aspetto marginale, ma l’Istituzione Scuola non può permettersi di presentarsi con un’offerta vaga e indeterminata, se non a condizione di infrangere quel chiaro e leale rapporto con gli utenti che è premessa indispensabile per un sereno svolgimento delle attività formativa e presupposto del patto di corresponsabilità educativa.

L’elemento sostanziale sul quale, però, intendiamo richiamare l’attenzione della Ministra Fedeli rimane la scarsa chiarezza, se non l’assenza, di concreti sbocchi occupazionali per i diplomati degli Istituti Professionali Socio Sanitari. Su questo aspetto la Rete Nazionale ha posto l’accento fin dall’inizio, anzi possiamo affermare che la preoccupazione per le prospettive occupazionali dei nostri studenti è una delle principali ragioni d’essere della Rete stessa. Diversamente dagli altri corsi professionali, il nuovo indirizzo “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale” non prevede, infatti, un chiaro inquadramento professionale. Il rischio è che si vanifichi il senso stesso della Riforma, finalizzata a favorire un maggior successo formativo e soprattutto occupazionale dei giovani diplomati.

Il rinvio appare quindi condizione indispensabile per individuare e soprattutto costruire in ambito sanitario una nuova figura di Operatore diplomato, ossia di IV livello EQF, figura presente a livello europeo e tuttora assente nel panorama nazionale, caratterizzato dalla mancanza di una posizione intermedia tra l’infermiere laureato e l’OSS, qualifica di III livello EQF, il cui accesso, oltretutto, è disciplinato in modo diverso nelle singole regioni. Siamo in una situazione che potremmo definire paradossale: un diplomato, formatosi con oltre cinquemila ore di istruzione espressamente dedicata, in molte Regioni, non ha nemmeno crediti riconosciuti validi per la formazione OSS (mille ore in media) alla quale si può accedere direttamente con la semplice licenza media. Sottolineiamo anche che, con il nuovo indirizzo disegnato dalla Riforma risulta meno sviluppata la dimensione socio-educativa del profilo in uscita, questa era adeguatamente presente invece nell’attuale corso dei Servizi ed ha consentito ad alcune Regioni di riconoscere al Diploma l’equipollenza con una qualifica di Animatore socio educativo di 4° livello EQF.

Per colmare le evidenti lacune sul piano occupazionale, evitando così che la riorganizzazione degli Istituti Professionali finisca ancora una volta in un vicolo cieco, mortificante per le aspettative di studenti e famiglie, è necessario che si intervenga con determinazione al fine di dare concretezza ad un imprescindibile raccordo tra Regioni, Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e della Salute, avviando al più presto il necessario iter attuativo. Tale percorso esige, oltre che di volontà e condivisione, del tempo necessario per perfezionare, in un quadro più chiaro dal punto di vista degli sbocchi, i profili formativi.

Il disegno complessivo della Riforma, d’altra parte, presenta numerosi e non banali elementi di novità le cui modalità di realizzazione non appaiono affatto scontate, in assenza di una opportuna e idonea fase di formazione sia per la componente amministrativa, sia per il corpo docente. Per rendere incisivo e costruttivo l’intervento Riformatore un approfondimento si rende dunque indispensabile.

L’avvio della Riforma, in questo contesto che appare così incerto sotto diversi profili, potrebbe assumere, a parere della Rete Nazionale, il carattere di sperimentazione, lasciando aperta la possibilità di modifiche e/o integrazioni, previo costante monitoraggio e continuo ascolto delle diverse istanze del mondo della scuola, così come del mondo del lavoro.

Sulla base di quanto esposto ci appelliamo alla sensibilità della Ministra Fedeli per le prospettive occupazionali dei giovani, affinché accolga la nostra istanza nell’interesse del mondo della scuola e soprattutto dei giovani. La Rete Nazionale degli Istituti socio sanitari rinnova, altresì, la totale disponibilità a collaborare e ad approfondire ogni aspetto che il MIUR riterrà opportuno, rinnovando il rapporto di leale collaborazione che non può esimerci dal manifestare apertamente i dubbi e le criticità, che la Rete riscontra nel percorso della Riforma.

Il Presidente della Rete Nazionale TSSS 

Dott. Francesco Bussi 

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