Rete della Conoscenza:” Nella legge di stabilità non c’è nulla su diritto allo studio, aumentate le disuguaglianze”

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Il Consiglio dei Ministri ha varato la Legge di Stabilità da inviare all’Europa per ottenere il benestare della Commissione Europea. Ecco come hanno commentato gli studenti della Rete della Conoscenza.

Il Consiglio dei Ministri ha varato la Legge di Stabilità da inviare all’Europa per ottenere il benestare della Commissione Europea. Ecco come hanno commentato gli studenti della Rete della Conoscenza.

“Il Governo dalla prima presentazione della manovra conferma il carattere iniquo della Legge di Stabilità: l’abassamento delle tasse sulla prima casa, anche se di lusso, e il taglio dell’Ires non risolve i nodi centrali della pressione fiscale su lavoro, pensioni e reddito che interessano le fasce più deboli del paese e viene finanziato con altri tagli alla spesa sociale, a partire dai 2 miliardi di spending review sulla sanità” – dichiara Riccardo Laterza, Portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – “Le misure di contrasto alla povertà sono addirittura più residuali di quanto precedentemente annunciato: l’assistenzialismo della nuova social card è lontanissimo dalle richieste di introdurre un reddito contro indigenza, disuguaglianze e precarietà”.

“Restiamo increduli che il Governo, dopo essersi riempito la bocca per mesi sulla necessità di garantire il diritto allo studio, non abbia previsto nuove risorse per le borse di studio universitarie, nonostante le carenze storiche del sistema e del nuovo processo di esclusione messo in atto dalle nuove modalità di calcolo dell’Isee” – dichiara Alberto Campailla, Portavoce nazionale di Link – Coordinamento Universitario – “Questa Legge di Stabilità sembra essere aria fritta per il mondo dell’Università e della Ricerca: una gigantesca presa in giro a partire dal tema del precariato e del reclutamento di nuovi docenti, ridotto al torneo internazionale per 500 docenti e all’assunzione di 1.000 ricercatori, numeri del tutto insufficienti e che dimostrano come la misura sia solamente uno spot che non risolve niente.”

“Sulla scuola nessun finanziamento sul diritto allo studio.” – dichiara Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale Unione degli Studenti – “Il tavolo al Ministero su questa delega alla legge “Buona Scuola” è inutile perchè privo di finanziamenti. Ciò conferma la nostra posizione dura perchè non si intende rispondere ai bisogni reali degli studenti. Si deve investire sul diritto allo studio raggiungendo progressivamente la gratuità dell'istruzione. Il diritto allo studio dev'essere universale in quanto diritto di cittadinanza: in un Paese sempre più diseguale e attanagliato da dispersione scolastica o si investe sull'accesso ai saperi o si legittimano le disuguaglianze!”

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