Di Maio non convince gli studenti: 16 novembre di nuovo in piazza

di redazione
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Rete degli Studenti Medi – Di Maio promette a destra e a manca, ma omette sempre l’unica verità evidente: al governo del cambiamento degli studenti e dell’istruzione pubblica non interessa nulla.

 E continua a dimostrarlo con i fatti, al netto delle promesse e degli slogan.

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: “Di Maio sostiene, senza ricevere alcuna replica dai suoi interlocutori, che il contratto di governo risponde alle nostre necessità e rivendicazioni. Come può pensare che un contratto dove le borse di studio non sono un diritto ma un premio a chi denuncia i casi di bullismo sia ciò di cui gli studenti hanno bisogno? Come può pensare di parlare di investimenti in innovazione didattica se la risposta per educare le nuove generazioni sono le telecamere e la repressione scolastica? Di Maio si dimentica che governa insieme ai promotori della Legge Tremonti e Gelmini, responsabili di miliardi di tagli all’istruzione pubblica. E’ inutile che provi a giustificare il Ministro Bussetti, quando dice che non servono altri fondi in istruzione: la direzione in cui il governo sta continuando a portare l’istruzione italiana è il sottofinanziamento, e negarlo è prendere in giro gli studenti. Di Maio metta giù la maschera da paladino della partecipazione; le promesse non servono a nulla, la campagna elettorale è finita da tempo: quello che ci sta proponendo il governo non è il cambiamento che vogliamo.”

Continua Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli universitari: “ Il Ministro Di Maio si è vantato di fare debito e di far tremare l’Europa per poi omettere che si stanno finanziando condoni fiscali e Flat Tax. I soldi per finanziare l’istruzione invece continuano a mancare anche quando l’OCSE ci ricorda che siamo il paese in cui rimangono ampie disuguaglianze nei percorsi di formazione, un paese in cui l’accesso all’università continua ad essere un privilegio. Per migliorare l’università, la scuola e la ricerca servono investimenti, quelli che questo governo promette ovunque meno che in cultura.

Se questo governo è davvero del cambiamento ed è davvero il governo del popolo servono fondi sul FIS per permettere a tutti gli studenti che ne fanno richiesta di poter avere la borsa di studio, così come una volta per tutte è il momento di mettere nero su bianco quali sono le intenzioni di questo governo in merito al tema del libero accesso all’università, perché non si scherza sulla pelle degli studenti.”

Concludono Gulluni e Manfreda: “Il 16 novembre come Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari saremo nelle piazze di tutta Italia: vogliamo tirare giù la maschera di questo Governo, che vuole mostrarsi accomodante con tutti ma che, in fin dei conti, va dritto per la sua strada. Una strada in cui diritto allo studio, fondi in edilizia, accesso all’istruzione e riforma dell’alternanza non sono contemplati

#giùlamaschera #16nov

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