Responsabilità nei crolli degli edifici scolastici – il caso di San Giuliano di Puglia

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Quando crolla un edificio scolastico siamo tutti a chiederci di chi siano le responsabilità. Invece di basarsi su mere ipotesi, meglio analizzare i fatti e le sentenze già emesse, per capire come funziona il meccanismo attraverso casi pratici.

Alle 11.33 del 31 ottobre 2002 il Molise fu scosso da un terremoto di magnitudo 5.9, magnitudo paragonabile a quello recentemente avvenuto in centro Italia. L’epicentro fu localizzato vicino a San Giuliano di Puglia dove, però, un solo edificio crollò completamente: la scuola elementare “Francesco Jovine”.

Nel crollo, avvenuto durante le ore di lezione, morirono 27 bambini ed un insegnante, e numerosi furono i feriti. L’edificio era stato da poco ristrutturato ed era stata effettuata una sopraelevazione.

Gli imputati individuati nel processo furono: il progettista della ristrutturazione, il capo ufficio tecnico del Comune, due imprenditori edili e l’ex Sindaco di San Giuliano Antonio Borrelli, che nel crollo perse anche una figlia.

La terza sezione della Suprema Corte aveva rigettato i ricorsi presentati contro la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Salerno il 26 febbraio 2009 a carico del progettista della sopraelevazione della scuola (il secondo piano era stato realizzato in un secondo momento), del capo ufficio tecnico comunale e dei costruttori. La Cassazione si era già occupata del caso nel gennaio 2010, quando, pur confermando la responsabilità degli imputati, aveva reinviato gli atti alla Corte d’Appello di Salerno per una rideterminazione delle pene: confermate dunque le condanne a cinque anni per gli imputati.

Già definitiva era invece la condanna a due anni e undici mesi di carcere per l’ex sindaco di San Giuliano di Puglia, Antonio Borrelli,

Dalle sentenze emesse si acclara la piena responsabilità della ditta edile che aveva svolto i lavori e dei funzionari comunali che avevano i compito di controllarli.

Il crollo della sopraelevazione in cemento armato realizzata nell’edificio non è fu diretta responsabilità del Dirigente Scolastico, il quale non poteva metter bocca né controllare il corretto svolgimento dei lavori ed al quale fu consegnato un regolare certificato alla fine degli stessi.

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