Respinta class action Codacons contro reiterazione dei contratti a tempo determinato. Il testo della sentenza

Di Lalla
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red – Il Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) ha proposto una class action per richiedere il risarcimento danni per la reiterazione dei contratti a tempo determinato, basandosi su una diffida al Miur a fornire agli uffici periferici indicazioni specifiche per " riportare a livelli di tollerabilità l’emergenza legata al fenomeno del precariato". Per i giudici il ricorso e in parte inammissibile e in parte infondato. Il testo della sentenza.

red – Il Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) ha proposto una class action per richiedere il risarcimento danni per la reiterazione dei contratti a tempo determinato, basandosi su una diffida al Miur a fornire agli uffici periferici indicazioni specifiche per " riportare a livelli di tollerabilità l’emergenza legata al fenomeno del precariato". Per i giudici il ricorso e in parte inammissibile e in parte infondato. Il testo della sentenza.

Ritiene il Codacons sia preciso obbligo del Miur ai sensi dell’art. 1 comma 605 comma 1 della Legge 296/06, impartire "direttive generali agli uffici periferici al fine di evitare l’abuso dell’utilizzazione dello strumento del contratto a tempo determinato"

La sezione Terza Bis del Tar del Lazio ritiene il ricorso in parte inammissibile e in parte infondato.

Inammissibile perchè non è stata proposta da parte dei ricorrenti l’azione per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio – rifiuto ai sensi dell’art. 2 della legge 241/90.

Infondato nella parte in cui la ricorrente ravvisa che la Direttiva Europea 1990/70/CE imponga all’Amministrazione pubblica di impartire agli uffici periferici direttive al fine di scongiurare o limitare il fenomeno del precariato.

Infatti, precisano i giudici

  • la legge 333/01 impone esclusivamente di concludrre i procedimenti di stipula dei contratti entro il 31 luglio (termine differito al 31 agosto dalla legge 167/09)
  • la legge 296/06 non impone direttive da emanare agli uffici periferici per sollecitare "un’adeguata soluzione al fenomeno del precariato"
  • i termini imposti dalla direttiva europea possono ritenersi vincolanti solo nei confronti degli Stati membri al fine di adottare le disposizioni legislative regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva entro il 10 luglio 2001

Ciò che giudici contestano al Codacons è che la class action non può essere proposta in sede giudiziaria per le cause aventi ad oggetto la materia del lavoro, in quanto non esiste una specifica norma di legge o regolamentare che imponga al Miur di adottare gli atti programmatici volti a scongiurare il fenomeno del precariato. Essi sono sì da intendersi come conseguenza successiva ed ulteriore, ma non specificatamente imposta.

La sentenza

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