Renzi scrive a Conte: “Riapriamo le scuole. Servono tamponi e vaccini, non i banchi a rotelle”

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Matteo Renzi scrive a Conte e parla anche di scuola, evidenziando le criticità e soprattuto l’importanza di tornare in classe in presenza.

Nella lunga lettera che il leader di Itali Viva, Matteo Renzi, ha inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si parla anche della “tragedia scuola” che, a modo di vedere dell’ex premier, deve essere risolta con scelte che vadano incontro ad una riapertura in presenza.

Da due mesi i nostri ragazzi non vanno più a scuola: è una tragedia, Presidente, una tragedia. Sussistono le responsabilità delle Regioni, certo; quelle del trasporto pubblico non organizzato per tempo; il grave errore di aver chiuso l’unità di missione sull’edilizia scolastica che oggi tutti dicono di voler riaprire“.

Renzi fa notare nella sua lettera, che “c’è un dato di fatto: i nostri figli hanno perso un anno rispetto ai ragazzi tedeschi o francesi. Perché loro tengono aperte le scuole, a differenza nostra. È un patrimonio di competenze perse, di relazioni smarrite, di umanità infranta“.

E ancora: “Misureremo negli anni i danni psicologici per questa generazione condannata alla solitudine in una stagione in cui la relazione è tutto“.

Ecco allora l’invito a lavorare per riaprire le scuole: “i tedeschi e i francesi, non sono migliori di noi: se loro hanno gestito per tempo l’emergenza scolastica, cerchiamo di farlo anche noi. Prendiamo atto che servono i tamponi e i vaccini, non i banchi a rotelle e le autocertificazioni. La didattica a distanza, Presidente, è una sconfitta per tutti. Ma per noi, politici e genitori, è una sconfitta doppia“.

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