Renzi minaccia: votare riforma o saltano investimenti. L’appello

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Renzi torna nuovamente sulla riforma della scuola, dopo le dichiarazioni di rinvio della riforma che ieiri hanno spiazzato gli stessi senatori del suo partito.

Renzi torna nuovamente sulla riforma della scuola, dopo le dichiarazioni di rinvio della riforma che ieiri hanno spiazzato gli stessi senatori del suo partito.

Apre alle modifiche, in realtà non è la prima volte che lo fa, ma le parole sono rimaste tali soprattutto nei confronti dello stralcio dei poteri dei dirigenti e del piano di assunzioni.

Ad ogni modo, anche questa mattina apre a modifiche e avverte che se non si andrà al voto il provvedimento salta.

"O il provvedimento è una sciagura come dice chi protesta. Oppure come pensiamo noi può essere migliorato ma è la prima riforma che dopo decenni mette soldi sulla scuola e dà continuità educativa. Discutiamo, facciamo modifiche ma poi votiamo. Altrimenti saltano gli investimenti".

Lo ha scritto in un post su Facebook. Il resto del testo

Il disegno di legge Buona Scuola prevede centomila professori in più, una diversa organizzazione basata sull'autonomia, più soldi per la formazione e finalmente il merito nella valutazione. 
Per la prima volta un Governo mette più soldi (tanti) sulla scuola perché per noi è strategico. Basta coi tagli alla scuola, investiamo finalmente!
In molti però hanno contestato questo provvedimento chiedendone il ritiro e dicendo che avrebbe distrutto la scuola pubblica. Al Senato di conseguenza il provvedimento è bloccato da migliaia di emendamenti che cercano di stopparne l'approvazione.
Ora, delle due l'una. O questo provvedimento è una sciagura, come dice chi protesta. Oppure, come pensiamo noi, può essere migliorato ma è il primo provvedimento dopo decenni che mette soldi sulla scuola e restituisce continuità educativa ai nostri ragazzi. Discutiamo, facciamo modifiche, ma poi votiamo. Altrimenti saltano gli investimenti.
Oggi qualcuno parla di ricatto, ma la verità è molto semplice: puoi assumere solo e soltanto se cambi il modello organizzativo. Dare più professori alle scuole impone l'autonomia degli istituti e una diversa organizzazione. Altrimenti la scuola diventa ammortizzatore sociale per i precari e non servizio educativo per i nostri ragazzi e le famiglie. Assumiamo i professori per metterli a lavorare, in un sistema organizzativo diverso (e questo spiega il ruolo del preside, su cui si può discutere, ma qualcuno che decide nella scuola dell'autonomia ci vuole. O pensiamo di andare avanti con le circolari da Roma?)
A regime normale si assumono ogni anno 20 mila persone. Noi investiamo sulla scuola e proponiamo di farne 100 mila. I precari – che sono tre volte tanto – vorrebbero essere assunti tutti e ovviamente non è possibile perché si entra nella scuola vincendo un concorso non altrimenti.
Noi ci siamo, pronti al confronto fin dalla prossima conferenza nazionale sulla scuola.
Se il disegno di legge già approvato alla Camera va in porto anche al Senato, la scuola italiana ha più risorse, più personale ed è più forte. Perché dopo anni di tagli finalmente c'è chi investe sulla scuole non a parole, non nei convegni ‪#‎lavoltabuona‬

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