Chimienti: “Renzi-Giannini progetto indecente, macelleria sociale. Domani nostra proposta assorbimento precariato”

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di Eleonora Fortunato – Silvia Chimienti, deputata del Movimento Cinque Stelle, ci ha illustrato l’ambizioso piano sulla scuola maturato in questi mesi. E dopo la prima fase di confronto attraverso questionari online, domani alla Camera tutti coloro che hanno aderito alla proposta del Tavolo lanciata sul Blog si incontreranno per elaborare una proposta di legge da presentare al Governo.

di Eleonora Fortunato – Silvia Chimienti, deputata del Movimento Cinque Stelle, ci ha illustrato l’ambizioso piano sulla scuola maturato in questi mesi. E dopo la prima fase di confronto attraverso questionari online, domani alla Camera tutti coloro che hanno aderito alla proposta del Tavolo lanciata sul Blog si incontreranno per elaborare una proposta di legge da presentare al Governo.

Tra i punti più caldi: assorbimento delle GAE preventivamente a qualsiasi riforma, l’unificazione di organico di fatto e organico di diritto in organico funzionale, la futura abolizione del doppio canale con conseguenti procedure di immissione in ruolo solo tramite concorso. Ma soprattutto un piano quinquennale di immissione in ruolo di tutti i precari che abbiano superato un concorso a cattedra o siano in possesso del titolo di abilitazione e di tre anni di servizio, in linea con quanto richiede anche l’Europa. 

Onorevole, le prime mosse del governo Renzi sulla scuola: c’è qualcosa di valido o è tutto da buttare?

“Non può esistere nulla di valido in un progetto che mira a tagliare un miliardo e mezzo alla scuola.
Una riforma non può dirsi tale se non prevede l’investimento di risorse ai fini di migliorare la situazione preesistente. In questi giorni si sta assistendo a dichiarazioni surreali che preannunciano nuovi tagli alla scuola per almeno 1,5 miliardi di euro da realizzarsi tramite la soppressione dell’ultimo anno di scuola superiore e l’aumento delle ore settimanali dei docenti di ruolo fino a 36, a parità di stipendio. Se davvero tali sciagurati annunci dovessero divenire realtà si dissolverebbe qualsiasi progetto di assorbimento del precariato non solo nel medio ma perfino nel lungo periodo. Stiamo preparando la nostra contro-proposta perché riteniamo fondamentale aumentare il tempo scuola e ripristinare gli insegnamenti e le cattedre pre-Gelmini, ma tutto questo è strettamente vincolato allo stanziamento di risorse aggiuntive e non ad una loro drastica diminuzione”.

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Che effetti produrrebbe la soppressione delle graduatorie di istituto?

“Sarebbe un disastro, una macelleria sociale. Ci opporremo con tutti i mezzi. Altro che salire sui tetti. Non esiste, non si può scherzare sulla pelle dei lavoratori. 

Il progetto del Governo Renzi è quello di eliminare il problema del precariato alla radice semplicemente sopprimendo le graduatorie d’istituto? Benissimo: venerdì sarà anche l’occasione per il M5S di lanciare il suo messaggio alla scuola. Vogliamo convogliare tutte le energie e le giuste rivendicazioni dei docenti italiani verso una poderosa opposizione all’indecente progetto delineato in questi giorni dal duo Reggi-Giannini”.

Chi siederà intorno a questo grande tavolo venerdì alla Camera? Quali sono gli obiettivi?

“Con il Tavolo di Confronto 5 Stelle ci poniamo l’obiettivo di stilare le linee guida della proposta del M5S in tema di reclutamento docenti, con una particolare attenzione alla fase transitoria che deve necessariamente prevedere, a nostro avviso, l’assorbimento del precariato attuale. Al tavolo siederanno tutti coloro che hanno aderito al progetto lanciato qualche mese fa sul blog della Commissione Cultura del M5S e che hanno partecipato alla fase preliminare di confronto online”.

Che cosa è emerso da questa prima fase? Quali argomenti sono stati affrontati? A quali conclusioni siete giunti?
“Nel questionario preliminare vi erano diverse domande a risposta chiusa su alcuni degli snodi fondamentali che dovremo affrontare nel corso della giornata di venerdì come, ad esempio, il mantenimento in futuro del doppio canale o l’eventuale riproposizione del modello delle SISS. Un’ultima domanda, a risposta aperta, chiedeva di delineare in poche righe la propria proposta sul reclutamento nella fase transitoria.

Sono emerse considerazioni interessantissime che abbiamo raccolto e sintetizzato in un documento che distribuiremo quel giorno e che costituirà l’inizio del nostro dibattito. Il documento contiene già diversi punti fermi, condivisi dalla maggioranza dei partecipanti: l’assorbimento delle GAE preventivamente a qualsiasi riforma, l’unificazione di organico di fatto e organico di diritto in organico funzionale, la futura abolizione del doppio canale con conseguenti procedure di immissione in ruolo solo tramite concorso, percorsi abilitanti integrati nella formazione o comunque assai ravvicinati ad essa, incentrati su un tirocinio retribuito e finalizzato a valorizzare la professionalità dei docenti che insegnano in prima persona nella scuola e le competenze professionali inerenti l’insegnamento attivo e non accademico, gestiti in maniera del tutto diversa a quella attuale di TFA e PAS”.

Ci interessa in particolare il punto delicato delle abilitazioni e della fase transitoria prima di un nuovo sistema di reclutamento: come si sono espressi su questo i partecipanti ai questionari? E sulla contrapposizione abilitati Pas e abilitati Tfa?

“Sulla fase transitoria la maggioranza dei partecipanti ritiene necessario procedere nell’immediato e con un cospicuo investimento di risorse ad un piano quinquennale di immissione in ruolo di tutti i precari in possesso di questi requisiti: superamento del concorso a cattedra o possesso del titolo di abilitazione e tre anni di servizio, in linea con quanto ci richiede anche l’Europa. Esaurimento delle GAE e, in subordine, delle GI, probabilmente anche bloccando per un certo periodo di tempo l’attivazione dei percorsi abilitanti. Come attuare tutto ciò sarà discusso venerdì. Quello che è evidente a tutti, però, è che siano necessarie risorse ingenti per assorbire il precariato e non nuovi tagli, come sta preannunciando in questi giorni il Governo”.

Con la mozione 1-00341 Chimienti discussa e bocciata alla Camera il 27 marzo 2014 proponevate proprio il piano quinquennale di cui ha appena parlato. Pensa, quindi, che questo progetto possa tornare sull’agenda?

“Questo progetto deve necessariamente tornare in agenda: presenteremo un emendamento al decreto Pubblica Amministrazione che ripropone lo stesso contenuto della mozione. Il Governo e il Parlamento devono fare i conti non solo con le centinaia di migliaia di precari della scuola ma anche con la procedura d’infrazione aperta dalla Corte di Giustizia Europea nei confronti dell’Italia che presto ci sanzionerà per l’illegittima e continua reiterazione dei contratti a termine nel pubblico impiego”.

In linea generale, perciò, il Movimento vorrebbe il superamento del precariato attraverso l’assorbimento graduale di tutti i lavoratori non garantiti ma presenti nelle graduatorie a vario titolo. Ci sarebbero le risorse economiche per farlo?

“Le risorse economiche che mancano non costituiscono più una scusa dietro cui trincerarsi. I soldi ci sono ed è il Governo che decide come utilizzarli e se dirottarli verso le banche, verso le missioni militari e i cacciabombardieri, verso gli 80 euro oppure verso la scuola, la cultura, il welfare e la tutela dei lavoratori. Si tratta di scelte politiche. Un Governo che vedesse nella scuola pubblica una risorsa da accrescere piuttosto che un fardello da alleggerire, considererebbe un numero superiore di docenti, adeguatamente formati, ben retribuiti e costantemente aggiornati, una grande opportunità di crescita per il Paese intero piuttosto che una spesa inutile da potare costantemente”. 

Alla fine della giornata di venerdì immagino verrà redatto un documento. Quali saranno i passi successivi per la sua valorizzazione in sede politica?

“Elaboreremo la nostra proposta di legge e la presenteremo al Governo. Verrà anche messa sul nostro portale e commentata da altre migliaia di persone. Sarà davvero il frutto di un processo democratico, e non il frutto di una farsesca consultazione su qualcosa che in realtà è già stato deciso e sta per essere imposto tramite decreto. Giannini e Reggi sanno a cosa mi riferisco”.

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