Renzi conferma, rinvia riforma e blocca assunzioni. Giannini, assunzioni non si scorporano. Fassina, tentativo di scaricabarile

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Ieri Renzi ha parlato chiaro, se volete le assunzioni non ci dovranno essere modifiche alla riforma, quindi: dirigente che decide docenti della scuola tramite curriculum e docenti della II fascia che entrano solo per concorso.

Ieri Renzi ha parlato chiaro, se volete le assunzioni non ci dovranno essere modifiche alla riforma, quindi: dirigente che decide docenti della scuola tramite curriculum e docenti della II fascia che entrano solo per concorso.

Un aut aut inaspettato, dato che la riforma della scuola potrebbe andar in porto anche togliendo l'articolo sulla chiamata dei dirigenti e rivedendo le assunzioni.

Il Ministro ha detto che le assunzioni non si possono scorporare, perché così si snatura la riforma. In realtà non è così, dato che gli albi territoriali potrebbero semplicemente essere graduati per assegnare gli incarichi nelle scuole. La battaglia del Governo è semplicemente ideologica.

Quindi, Renzi ha intenzione di convocare per i primi di luglio una grande conferenza nazionale alla quale far partecipare tutto il mondo della scuola.

Anche qui non si comprende il motivo, dato che da ottobre ad oggi tutti i soggetti coinvolti sono stati ascoltati, sebbene si sia preso poco in considerazione quanto detto. Durante le audizioni alla Camera sono stati ascoltati tutti, dalle aziende come la Samsung, fino ai sindacati e i movimenti dei docenti, genitori e studenti. Durante le audizioni in Senato sono stati ascoltati ancora una volta i sindacati e i movimenti dei genitori e degli studenti.

Una nuova audizione, conferenza o come la vogliamo chiamare, non muterà di molto quelle che sono state le richieste del mondo della scuola, un impianto democratico, che non concentri i poteri nelle mani del dirigente e che preveda un piano pluriennale di assunzioni. Ciò che deve cambiare è più che altro l'atteggiamento del Premier e del Governo in generale che all'ascolto facciano seguire le modifiche richieste.

Sorprendono anche le affermazioni della Senatrice Puglisi, responsabile scuola del PD, relatrice del provvedimento, che durante le audizioni al Senato ha seguito attentamente tutte le richieste del mondo della scuola in occasione delle audizioni:  "La scelta di promuovere una grande conferenza nazionale aperta a tutto il mondo della scuola credo sia la soluzione giusta per trovare definitivamente l'equilibrio necessario a questo provvedimento tanto discusso quanto atteso per la portata dell'investimento messo in campo dal governo". Come dire: fino ad oggi abbiamo fatto finta di ascoltare.

Altro punto sul quale il Governo dovrebbe riflettere riguarda il numero di emendamenti presentati. Dell'opposizione, soprattuto interna al PD, si potrà dire tutto, ma non che abbiano fatto ostruzionismo.

Gli emendamenti, 5000 alla Camera e 3000 al Senato, che tanto hanno sorpreso alcuni parlamentari vicini a Renzi, sono in realtà il frutto di un malcontento che il Governo non ha voluto ascoltare.

La chiusura di Renzi alle modifiche ieri è giunta al suo culmine. Al Senato non ha i numeri, l'abbiamo detto più volte, non ci sono neppure i numeri per chiedere la fiducia al provvedimento. La società civile si è rivoltata contro questo provvedimento perché ritiene ingiusto e a pagare la chiusura potrebbero essere i precari, dato che le assunzioni, bene che vada, saranno spostate di un anno.

Sulla questione è intervenuto l'On Fassina, a capo della minoranza del PD che ha chiesto modifiche "Sulla scuola, è irricevibile il tentativo del Presidente del Consiglio di scaricarsi delle responsabilità politiche delle mancate assunzioni per il prossimo settembre. La responsabilità del ritardo è interamente e esclusivamente del governo che ha respinto la proposta fatta mesi fa di attuare le norme relative alle assunzioni per decreto e aprire un confronto vero con il mondo della scuola per arrivare all'approvazione entro l'estate di un testo condiviso. Il governo ha fatto decine e decine di decreti su tutto, anche quando i requisiti di necessità e urgenza erano dubbi. Invece, sulla scuola ha sin dall'inizio usato l'intervento e le connesse assunzioni degli insegnanti per limitare l'autonomia del parlamento e per colpire posizioni critiche. E' ora che il governo smetta di fare giochi politici sulla pelle di studenti, docenti e famiglie. Il governo faccia domani stesso un decreto per le assunzioni degli insegnanti oppure dia ok in Commissione Cultura per lo stralcio delle norme relative alle assunzioni".

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