Rendere efficace una lezione. 10 consigli utili: nulla succederà per caso

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Come rendere veramente efficace una lezione? A pochi giorni dal suono della campanella d’inizio anno scolastico, ecco ancora qualche consiglio utile per ottenere il massimo dai vostri studenti e da voi stessi.

Come rendere veramente efficace una lezione? A pochi giorni dal suono della campanella d’inizio anno scolastico, ecco ancora qualche consiglio utile per ottenere il massimo dai vostri studenti e da voi stessi.

La cosa più importante è senza dubbio trasmettere al proprio uditorio l’idea che nulla succederà per caso, che ogni momento della lezione è il frutto di un’attenta pianificazione e che tutti i processi che essa innescherà hanno pochi ma ben definiti obiettivi.

  1. Gli obiettivi. Sembrerà banale, ma quanti di noi hanno l’abitudine di esplicitarli subito all’inizio della lezione? Risulterà molto utile scriverli alla lavagna (in uno spazio delimitato), tradizionale o multimediale che sia, e non cancellarli fino alla fine della lezione, quando, si spera, saranno stati raggiunti.

  2. Le nozioni pregresse. Richiamarle consentirà ai ragazzi di contestualizzare al meglio quello che stanno per apprendere. Secondo i cognitivisti, l’esito dell’apprendimento dipende proprio dal modo in cui le nuove conoscenze sono messe in relazione con le precedenti, dal modo in cui lo stimolo esterno riesce a interessare la memoria semantica e a coinvolgere la struttura cognitiva interna.

  3. La distribuzione dei materiali. La lezione apparirà tanto più efficace quanto meglio sarà gestita dall’insegnante anche nei suoi aspetti più concreti. Parliamo, per esempio, della distribuzione di materiali come fotocopie o della raccolta dei compiti. Per evitare che ogni volta si crei il solito caos, sarà bene individuare delle modalità e delle procedure precise e possibilmente fisse. Immaginiamo la cattiva impressione che potrebbe fare a un osservatore esterno il solo vederci domandare ‘chi l’ha avuta, c’è qualcuno che non l’ha avuta? C’è qualcuno che non ha ancora consegnato?’.

  4. I materiali per gli assenti. Potrà risultare utile predisporre delle vaschette di plastica in cui depositare le fotocopie in eccesso che poi sarà cura dei ragazzi assenti ritirare.

  5. Regolare il traffico. Rientra negli aspetti pratici da imparare a gestire. Se insegnate alle medie e volete scoraggiare le visite al bagno più che frequenti di qualche alunno, il nostro suggerimento è di tenere un registro parallelo su cui gli alunni firmano l’ora in cui si allontanano dalla classe e quella in cui rientrano, questo dovrebbe scoraggiarli dall’andare al bagno più volte senza una reale urgenza. Potete decidere se averlo in comune con gli altri insegnanti o se tenerlo per voi.

  6. Regolare il traffico 2. Se siete di quelli a cui scoccia essere interrotti dalla domanda ‘Posso andare in bagno?”, chiedete agli alunni di fabbricarsi piccoli cartellini con su scritto WC, da sollevare al momento del… bisogno.

  7. Le idee degli allievi. Domandate spesso agli studenti l’idea che si stanno facendo di un determinato argomento, se ne avevano una differente prima della lezione. Questo li aiuterà a maturare un approccio sempre più critico verso le varie discipline

  8. Ricerche sul web. Se avete la possibilità di collegarvi alla rete, spingete i ragazzi a cercare informazioni sull’argomento che state trattando. Ovviamente dovrete guidarli con attenzione verso le fonti e i siti affidabili (ricordate, Google non è una fonte!), noi vi suggeriamo di partire da www.treccani.it

  9. I feedback. Ricordate di domandare spesso, in maniera esplicita, se l’argomento è chiaro, se qualcuno ha bisogno di chiarire qualche concetto, rispiegate voi stessi più di una volta i passaggi più difficili, sforzandovi di fare diversi esempi.

  10. Qualità della conclusione. E’ una fase cruciale. Potrà risultare utile scrivere sulla lavagna, all’interno di uno schema grafico o di una mappa concettuale, le parole chiave utilizzate durante la lezione e le conclusioni a cui si è giunti. Ciò spingerà l’alunno a prendere consapevolezza di ciò che ha imparato. Il docente potrà a questo punto dare indicazioni per approfondire e per lavorare in autonomia.

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