Rembado, ANP: giusto che i presidi scelgano la propria squadra, nessun rischio clientelismo

di redazione
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Il dirigente Giorgio Rembado, presindente dell'associazione nazionale dei presidi, ritiene corretto scegliere le persone adatte per raggiungere lo scopo del progetto educativo.

Il dirigente Giorgio Rembado, presindente dell'associazione nazionale dei presidi, ritiene corretto scegliere le persone adatte per raggiungere lo scopo del progetto educativo.

L'intervista è all'ANSA e Gorgio Rebado chiede alla politica che la riforma sia finanziata e divenga operativa, perché si tratta di un rinnovamento necessario. Il sistema, afferma è "antiquato" e va rinnovato. "L'importante ora è che non vengano ostacolati".

Ritiene sacrosante la possibilità per i dirigenti di "scegliere all'interno di una rosa di docenti", perché "vuol dire verificare la compatibilità tra le competenze e la professionalità dei candidati e le esigenze dell'istituto. C'è la possibilità quindi di verificare la corrispondenza tra l'esperienza di chi è chiamato a insegnare e il progetto educativo della scuola".

Di clientelismo, Rembado non ne vuol sentire parlare. "Questa è una vecchia obiezione – afferma – : c'è tutto l'interesse del dirigente a scegliere le persone più adatte al progetto educativo, altrimenti non si raggiungono i risultati prefissati". "Su una base ampia di 8 mila dirigenti scolastici in Italia ci può essere una mela marcia, ma non per questo bisogna bloccare le riforme".

Da rivedere "la questione della valutazione dei docenti, che ha riscontrato una battuta d'arresto, sarebbe stato preferibile che venisse portata avanti. Capovolgere il sistema degli scatti stipendiali rispetto a quanto scritto nelle linee guida della Buona scuola", che ricordiamo prevedeva un premio solo per il 66% dei docenti.

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