Reiterazione contratti a termine, altra vittoria dell’Anief: 17 supplenti risarciti con 250mila euro

di redazione
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Anief – Il Tribunale del Lavoro di Roma risarcisce i precari: dopo essere stati illegittimamente assunti e licenziati oltre il limite consentitodei 36 mesi, il giudice ha puntato il dito contro l’interminabile serie di contratti a tempo determinato stipulati in aperta violazione delle disposizionidettate dalla normativa comunitaria.

Anief – Il Tribunale del Lavoro di Roma risarcisce i precari: dopo essere stati illegittimamente assunti e licenziati oltre il limite consentitodei 36 mesi, il giudice ha puntato il dito contro l’interminabile serie di contratti a tempo determinato stipulati in aperta violazione delle disposizionidettate dalla normativa comunitaria.

La tesi degli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo, legali del sindacato Anief che per primo si è mossoin tribunale per la tutela dei lavoratori precari della scuola pubblica, era corretta: uno Stato che reitera le supplenze, cade nella discriminazione enell’abuso del lavoro a termine. Il corposo risarcimento danni imposto all’amministrazione scolastica riguarda anche gli scatti di anzianità, mairiconosciuti ai lavoratori precari, e il pagamento delle spese di lite.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): abbiamo nuovamente indicato il ‘corretto cammino’, anche ai tanti sedicenti esperti di diritto edi legislazione scolastica che negli ultimi mesi si sono ‘assurti’ come difensori dell’ultima ora dei lavoratori precari della scuola; questi nonpossono far altro che seguire la ‘scia’ segnata dall’Anief in Tribunale e avvalersi della favorevole e granitica giurisprudenza ormai ottenuta in tutti isettori dal nostro sindacato per la tutela dei diritti del personale scolastico italiano.

Assunti, licenziati, assunti, licenziati. E così ancora per anni e anni, anche per decenni. Ora, però, il tribunale dice che èuna procedura scorretta quella adottata dallo Stato italiano nei confronti dei lavoratori precari della scuola. Perché elude le indicazioni dell’UE e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nate proprio per prevenire l’abuso di precariato. A confermarlo è stato anche un tribunale italiano, quello di Roma, che ha datopiena ragione ai legali Anief, riconoscendo il pieno diritto al risarcimento del danno e alla corresponsione degli scatti di anzianità ai lavoratori atermine della scuola pubblica.

Nelle sentenze, riguardanti 17 dipendenti della scuola non di ruolo, il giudice ha rilevato, per ogni ricorrente, “l’illegittimità delle ripetute assunzioni a tempo determinato verificatesi, in quanto disposte in esecuzione di unanormativa confliggente con il diritto sovranazionale o con l’ordinamento costituzionale” e specificato come “sotto questo profilo è irrilevante la causale che ha determinato la stipula delcontratto, in quanto ciò che determina la violazione delle disposizioni comunitarie, determinando l’illegittimità dei contratti, è data dallareiterazione degli stessi oltre il termine di trentasei mesi che costituisce l’elemento individuato dall’ordinamento italiano al fine di evitare che ilricorso ai contratti a termine integri un abuso dello strumento contrattuale”.

La condanna dell’amministrazione scolastica è stata quantificata in un risarcimento complessivo, per i 17 ricorrenti, pari a 129mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita, oltre gli interessi previsti dalla legge. Nel ribadire, inoltre, la violazione delledisposizioni comunitarie da parte del Miur, anche riguardo la discriminazione stipendiale posta in essere a discapito dei lavoratori precari, il giudice hariconosciuto “il diritto della parte ricorrente a vedersi riconosciuta, ai fini connessi alla anzianità di servizio,l’attività lavorativa prestata con contratti a tempo determinato”, condannando il dicastero di Viale Trastevere a corrispondere ad ogni lavoratore quantodovuto riguardo agli scatti di anzianità in base agli effettivi anni di servizio prestato durante il periodo di precariato “oltre interessi legali a decorrere dalla pubblicazione della sentenza fino al saldo”. A questo si aggiunge la condanna al pagamento delle spese di ogni singolo giudizio, sempre a carico del Miur soccombente, commisurata inun totale di 24.354 euro oltre accessori.

Con questa sentenza, l’Anief, unico sindacato che da sempre, con le proprie azioni giudiziarie, segna la storia del dirittoscolastico e risponde con i fatti alle esigenze di tutela dei lavoratori che operano nei nostri istituti scolastici, ha nuovamente dimostrato che la competenzae la professionalità del proprio staff di legali, composto da veri esperti del settore, non ha rivali e riesce sempre a fare la differenza in tribunale.

“Il nostro sindacato – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – esprime pienasoddisfazione per aver nuovamente indicato il ‘corretto cammino’, anche ai tanti sedicenti esperti di diritto e di legislazione scolastica che negliultimi mesi si sono ‘assurti’ come difensori dell’ultima ora dei lavoratori precari della scuola. Costoro, infatti, non possono far altro che seguire la‘scia’ segnata dall’Anief in Tribunale e avvalersi della favorevole e granitica giurisprudenza ormai ottenuta in tutti i settori dal nostro sindacato per latutela dei diritti di tutto il personale scolastico italiano”. 

Anief ricorda che è possibile ricorrere, tramite il portale del sindacato, al fine di chiedere l’immissione in ruolo, il riconoscimento degli scatti stipendiali e l’estensione dei contratti dal 30 giugno al 31 agosto. È possibile anche ricorrere, ai fini della mobilità dei neoimmessi in ruolo, per farsi riconoscere per intero tutto il punteggio dichiarato da supplente.

30 giugno 2016                                                                                                                                         

Ufficio Stampa Anief

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