Reinserimento in graduatoria ad esaurimento, solo se sei stato depennato. Sentenza

di Avv. Marco Barone

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Stanno arrivando diverse sentenze del TAR Lazio, come quella del 4 marzo, N. 02900/2020 o del 5 marzo, N. 02934/2020, o la N. 02963/2020 che si pronunciano negativamente avverso il diritto al reinserimento in graduatoria.

In Fatto

Dei ricorrenti tramite i propri legali proponevano ricorso collettivo avverso il d.m. n. 506 del 2018 nella parte in cui questo non contempla la possibilità di presentare domanda di reinserimento in graduatoria dei docenti che erano già inseriti nelle Gae ma sono stati cancellati per omessa presentazione della domanda di aggiornamento in occasione della periodica ripubblicazione delle medesime graduatorie. Nella motivazione del ricorso si argomenta della fondatezza dello stesso in relazione alla domanda di reinserimento e alla illegittima cancellazione richiamando testualmente precedenti giurisprudenziali. Sulla base del citato argomento vengono annullati i provvedimenti impugnati nella parte qua e disposto l’inserimento dei ricorrenti nella graduatoria di merito. Ed i ricorrenti agivano legittimamente per pretendere l’ottemperanza della sentenza, cosa che come abbiamo visto già più volte da parte dell’amministrazione spesso non viene eseguita, costringendo il lavoratore a ritornare in nelle aule di giustizia.

Il reinserimento dovuto è solo quello dei depennati

“Il giudicato oggetto della pronuncia deve essere interpretato e devono esserne individuati gli effetti. L’effetto conformativo descritto nella sentenza che prevede l’inserimento dei ricorrenti nelle graduatorie di merito presuppone l’effetto caducatorio ossia l’annullamento dei provvedimenti impugnati. Nel caso di specie, l’annullamento dei provvedimenti impugnati è limitato alla parte in cui non prevede il reinserimento dei c.d. depennati. Il reinserimento è un effetto, come precisato nel dispositivo, dell’annullamento del provvedimento impugnato, riscontrandosi uno specifico nesso di causalità tra parte caducatoria e parte conformativa del dispositivo stesso. In ogni caso, anche a prescindere dal profilo testuale (letterale e complessivo), in una prospettiva logica, deve osservarsi che il giudicato non possa che riguardare l’oggetto del giudizio, mentre ne risultano estranei elementi e presupposti non valutati dal giudice o non sottoposti alla sua attenzione da parte del ricorrente. L’unico reinserimento dovuto, sulla base della sentenza in oggetto, è quindi quello dei depennati, mentre l’amministrazione è chiaramente libera di valutare la mancanza di presupposti o condizioni di iscrizione dei ricorrenti differenti da quelle espressamente descritte nella sentenza. Nel caso di specie, il ricorrente non risulta essere un depennato sulla base del provvedimento impugnato, nel quale si precisa che la ricorrente non risulta essere mai stata inserita nelle Gae di alcuna provincia e che pertanto si tratta di un nuovo inserimento e non di un docente depennato. Ne discende che il ricorso non può trovare accoglimento”.

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